Meningite, la Regione: "Nessun allarme. No a vaccinazioni indifferenziate last minute"

Lo precisa l'assessorato alla Salute della Regione Emilia-Romagna, in risposta ai dubbi e alle preoccupazioni, riportate anche dai media, che si sono manifestate a seguito del verificarsi, soprattutto in Toscana, di diversi casi di meningite da meningococco C

Non c’è in Italia, tantomeno in Emilia-Romagna, un allarme meningite. Solo in alcune aree della Toscana si registra, dal 2015, un aumento dei casi da meningococco C. E’ questa la ragione per cui la Regione Toscana sta offrendo la vaccinazione a larghe fasce della popolazione. Si tratta, però, di una strategia vaccinale che ha motivo di essere adottata solo in Toscana. Lo precisa l’assessorato alla Salute della Regione Emilia-Romagna, in risposta ai dubbi e alle preoccupazioni, riportate anche dai media, che si sono manifestate a seguito del verificarsi, soprattutto in Toscana, di diversi casi di meningite da meningococco C. La misura più efficace per contrastarne la diffusione – spiegano i sanitari della Regione – resta la prevenzione attraverso la vaccinazione, ma rispettando i tempi, il calendario vaccinale e le indicazioni sui soggetti e sulle fasce di età da vaccinare.

Cosa fa la Regione
La Regione, fra le prime in Italia, ha iniziato a vaccinare contro il meningococco C nel 2006 – spiegano i tecnici dell’assessorato – proponendo la vaccinazione ai bimbi al 13°-15° mese di età e agli adolescenti. Nel corso del 2017, anno in cui si completerà la vaccinazione degli adolescenti con la chiamata dei nati nel 2004, si raggiungerà la copertura vaccinale completa di tutti i nati dal 1990 in poi.

Chi colpisce il meningococco C
Questo batterio da sempre colpisce principalmente i bambini più piccoli e gli adolescenti e le strategie vaccinali nazionali e regionali prevedono l'offerta attiva e gratuita della vaccinazione a 13°-15° mese e a 13-14 anni, proprio per proteggere le fasce di età più a rischio. Inoltre i portatori sani del meningococco, che sostengono la trasmissione del batterio, sono più frequenti fra gli adolescenti/giovani (nell'età 10-20 anni) e solo raggiungendo una copertura molto elevata in questa fascia di età si può ottenere l'interruzione della catena di contagio.

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