"Nelle farmacie manca la cannabis terapeutica per i malati gravi"

“Com’è possibile che la Regione continui a negare l’esistenza di questo problema?", si chiede Giulia Gibertoni (M5S)

“Delle due l’una: o i medici e i farmacisti di tutta l’Emilia-Romagna che da mesi lanciano l’allarme sulla poca disponibilità di medicinali a base di cannabis terapeutica si stanno inventando tutto, oppure la Regione continua volontariamente ad ignorare le richieste di moltissimi pazienti”. È questo il commento di Giulia Gibertoni riguardo alla notizia di una nuova emergenza da fine dicembre per quel che riguarda la disponibilità di farmaci a base di cannabis terapeutica, soprattutto a Modena.

“Com’è possibile che la Regione continui a negare l’esistenza di questo problema? – si chiede Giulia Gibertoni – Solo qualche settimana fa l’assessorato alla Salute, rispondendo a una mia interrogazione proprio su questa emergenza, ha ribadito che secondo i dati in loro possesso non c’è nessuna emergenza, una affermazione in aperto contrasto con la realtà che è facilmente riscontrabile nelle farmacie ed ascoltando i racconti dei pazienti”. Nella risposta alla interrogazione di Giulia Gibertoni la Regione informava che nei primi 8 mesi del 2017 sono state 576 le persone trattate in tutta l’Emilia-Romagna per questo tipo di problema, per un totale di 1.070 prescrizioni emesse, ovvero 2,5 a paziente. Il 79% delle prescrizioni sono state totalmente a carico del Servizio Sanitario Regionale, mentre altre 180 prescrizioni hanno riguardato un farmaco a base di cannabis terapeutica utilizzato per le persone colpite da sclerosi multipla.

“La risposta della Regione si concludeva con la rassicurazione del fatto che alle ASL avessero registrato un numero esiguo di segnalazioni su casi di carenza di farmaci e che quelle poche segnalate riguardassero dei prodotti di provenienza olandese sostituiti però successivamente da un prodotto italiano verso il quale i pazienti erano comunque stati indirizzati attraverso le indicazioni dei medici curanti. Ovviamente questa tesi non ci convince per niente – aggiunge Giulia Gibertoni – proprio perché le testimonianze di chi ogni giorno si scontra con questa problematica sono chiare ed inequivocabili. Ecco perché la Regione dovrebbe sollecitare le ASL del territorio, a comunicare da quella di Modena, ad occuparsi di questo problema e non facendo finta che non esista. Se la domanda è più ampia dell’offerta l’unica soluzione è quella di aumentare le disponibilità dei farmaci. Inoltre se questa strada dovesse essere non praticabile – conclude Giulia Gibertoni – l’Emilia-Romagna pensi ad una soluzione alternativa come quella di avviare una produzione in ambito regionale di questo tipo di farmaci così come avevamo chiesto già tempo fa invece di continuare a sminuire il problema”.

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