Nomadi, "sì" al progetto di legge per l'inclusione sociale dei rom e sinti

Il relatore di maggioranza Boschini e l'assessore Gualmini: "In Assemblea pronti a votare anche altre proposte delle forze di opposizione, chiediamo una riformulazione tecnica"

Via libera al testo definitivo del progetto di legge “Norme per l’inclusione sociale di Rom e Sinti”, ora pronto per il passaggio in Aula in Assemblea legislativa: la commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, ha approvato lunedì i sette articoli che compongono l'atto di Giunta, scelto come testo base e a cui sono stati abbinati i due progetti di legge, sempre sullo stesso tema, uno a firma Tommaso Foti (Fdi), l'altro del Gruppo Lega Nord, con primo firmatario Daniele Marchetti.

Nel corso della seduta sono stati votati in totale 63 emendamenti: 2 a firma del relatore di maggioranza, Giuseppe Boschini (Pd), 26 proposti dal relatore di minoranza, Marchetti – di cui 2 poi ritirati -, 22 proposti dal M5s e presentati in commissione da Raffaella Sensoli e, infine, 13 di Foti. Sono stati approvati, oltre alle due modifiche proposte dalla maggioranza, un emendamento tecnico di Marchetti e tre a firma M5s.

Degli emendamenti di Boschini, uno è tecnico, mentre l’altro introduce la clausola valutativa sui risultati dell’attuazione della legge e impegna la Giunta a presentare ogni 3 anni alla commissione competente una relazione sulle attività svolte. Tra le proposte del M5s approvate, un emendamento amplia il numero di commissioni assembleari coinvolte nella definizione della “Strategia regionale per l’inclusione di Rom e Sinti”, un altro promuove la formazione del personale di scuole, strutture sanitarie e altre realtà per facilitare l’attuazione della strategia regionale.

In più di una occasione, il relatore Boschini e l’assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini, presente in Commissione, hanno spiegato la natura "prettamente tecnica" di alcune bocciature, invitando i proponenti "a riformulare gli emendamenti in maniera più puntuale": è successo con l’emendamento Marchetti che stabilisce come solo le associazioni “legalmente riconosciute e costituite” possano interloquire con la Regione; con la proposta di Foti che chiede di “integrare una prospettiva di genere in tutte le politiche per l’inclusione”, e con due distinti emendamenti di Marchetti e del M5s che definiscono la compartecipazione delle spese di realizzazione e mantenimento delle micro-aree tra enti locali e chi vi si stabilisce.

Per quanto riguarda i tre progetti di legge, in sintesi, quello della Giunta punta alla chiusura dei campi di grandi dimensioni (con lo stanziamento di 700 mila euro per i Comuni quale incentivo per il passaggio a micro-aree), a una nuova strategia abitativa, a politiche per la salute e per incentivare l’istruzione e la formazione e a percorsi di accesso al lavoro. Per la Lega nord, invece, l’unica alternativa ai campi sono le case, da assegnare sulla base dei criteri validi per tutti gli altri cittadini, e non le micro-aree. Infine, per Foti i campi nomadi vanno chiusi.

Commenti (2)

  • E dopo queste notizie comprendo sempre più chi va altrove.

  • State facendo i conti senza l'oste.... Noi ragioniamo come persone con dei valori e dei principi guida del vivere sociale. Questi rom ecc, non vogliono ne integrarsi o tantomeno adeguarsi alle nostre regole sociali.

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