Protocollo d'intesa per salvare la chiesa di Polenta

Protocollo d'intesa per salvare la chiesa di Polenta

Protocollo d'intesa per salvare la chiesa di Polenta

"La chiesa di Polenta sta per crollare". Correva l'anno 1999, ma sembra passato un millennio dal grido di dolore dell'ultimo parroco residente don Guerrino Valmori, che lamentava il degrado irreversibile del monumento cantato niente meno che da Dante Alighieri. Don Guerrino ha chiuso definitivamente gli occhi il 20 giugno 2004, ma già nel 2002 la Soprintendenza di Ravenna era intervenuta per puntellare la parete di sinistra del monumento, brutalmente gonfiatasi verso l'esterno.

 

Il protocollo d'intesa per l'avvio del cantiere di restauro della Pieve di San Donato, fra la Direzione Regionale per i Beni culturali e Paesaggistici dell'Emilia - Romagna, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la Diocesi di Forlì-Bertinoro e l'Amministrazione comunale di Bertinoro è stato solennemente firmato venerdì 31 luglio a Forlì, presenti il nuovo amministratore parrocchiale don Gino Gentili ed i legali rappresentanti degli enti coinvolti nel salvataggio: il presidente della Fondazione Carisp Piergiuseppe Dolcini, la direttrice della Direzione Regionale per i Beni culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna Carla Di Francesco, il vescovo della Diocesi di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi e il sindaco di Bertinoro Nevio Zaccarelli. Il progetto del primo lotto di lavori, curato dall'architetto Roberto Pistolesi, prevede il consolidamento strutturale e la messa in sicurezza della Pieve, oltre al ripristino della pavimentazione interna, per una spesa preventivata in 823 mila euro.

 

La diagnosi sullo stato di salute della chiesa è sicuramente infausta: da un'accurata analisi delle fessurazioni e dal rilievo delle spiombature delle colonne, non vi è alcun dubbio che la Pieve si stia muovendo. Già verso la fine dell'800, durante i radicali restauri e la riedificazione del campanile finanziati da Giosuè Carducci, la chiesa risultò appoggiata al suolo, senza fondamenta alcuna. Ma torniamo nel 2009: al momento sono coperti 580 mila euro, così finanziati: 180 dalla stessa Fondazione Carisp nelle tre annualità 2008-2010, 100 dal Comune di Bertinoro e 300 dalla Diocesi, a sua volta beneficiaria dei proventi dell'8mille della Conferenza Episcopale Italiana.

 

"Con una somma del genere già disponibile - dichiara il vescovo Pizzi - è doveroso partire per evitare danni ulteriori ed irreparabili". L'avvocato Dolcini ha spiegato le ragioni di una così repentina discesa in campo dell'istituto bancario da lui presieduto: "La Pieve di Polenta è veramente la chiesa di tutti, luogo particolarmente caro ai romagnoli e di eccezionale valore storico ma anche affettivo, proprio perché visitata dal Ghibellin Fuggiasco, che in quelle mura potrebbe avere inscenato uno dei canti della Divina Commedia". Citata per la prima volta in un documento del 911, la pieve di San Donato è diventata "un caso nazionale" a partire dall'Ode di Giosuè Carducci, composta nel 1897. A sua volta, il poeta bolognese riprese la celeberrima "difesa" operata da Aurelio Saffi in una seduta del Consiglio Provinciale del 1889: "Quale italiano non vorrà conservata ed onorata una Chiesa dove Dante pregò?".

 

Dopo la riaffermazione, operata da Carla Di Francesco, della straordinaria valenza artistica di un edificio di matrice longobarda con forti richiami all'arte bizantino ravennate, il soprintendente Cozzolino ha fatto pubblica ammenda per il mancato arrivo dei denari promessi dal Ministero: "La crisi economica in atto ha stravolto molti interventi di restauro preventivati. Per fortuna che è intervenuta la Chiesa. Ho comunque intenzione di mantenere la parola data riguardo a Polenta non appena se ne presenterà l'occasione". Degno di nota anche l'intervento del sindaco di Bertinoro Nevio Zaccarelli: "Le situazioni di degrado monumentale sul nostro territorio, che impongono un intervento del pubblico, sono molte e note. Polenta era in cima alla lista. A nome della collettività che rappresento sono grato a tutti i coattori dell'intervento per la decisione di partire coi lavori".

 

 Il momento fatidico è previsto per ottobre. "Di lì ad un anno - precisa Roberto Pistolesi - potremo restituire alla collettività una Pieve definitivamente consolidata e finalmente libera da rischi di crollo". Per il secondo lotto, finalizzato al restauro conservativo di interni ed esterni, ivi compresa la pulizia degli 80 stemmi delle municipalità che si dettero da fare per il mantenimento del monumento, se ne riparlerà - crisi permettendo - nel 2011.

 

Piero Ghetti

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -