Ravenna: bimba morta, il direttore dell'Ausl: ''Cure tempestive''

Ravenna: bimba morta, il direttore dell'Ausl: ''Cure tempestive''

Ravenna: bimba morta, il direttore dell'Ausl: ''Cure tempestive''

 "I dati clinici raccolti  escludono la correlazione diretta  tra il quadro clinico di gastroenterite virale presentato il 26 gennaio (accesso della bimba al Pronto Soccorso) e il quadro clinico di shock settico con infezione polmonare, che ha portato al decesso della bambina il 19 febbraio, a distanza di poche ore dall'ingresso in Pronto Soccorso". Così il Direttore Generale Ausl Ravenna, Tiziano Carradori, in merito alla morte della piccola Luigia Lanzano di 3 anni.

 

In una nota, Carradori ha evidenziato che "alla bimba sono state assicurate cure tempestive ed appropriate, con grande impegno professionale ed umano di tutti gli operatori. A testimonianza di questo, gli stessi genitori ed i parenti hanno riferito a più riprese apprezzamento per l'operato dei medici ed infermieri intervenuti nelle cure. Anche per questo attendiamo fiduciosi  l'esito delle indagini avviate dalla Magistratura".

 

"Per contro, non può che ritenersi discutibile la speculazione e l'approssimazione informativa sulla presunta frase rivolta alla famiglia da un non meglio precisato dipendente in camice bianco - ha aggiunto -. Una siffatta affermazione, sarebbe esecrabile e rivoltante; tuttavia la stessa non trova riscontro né negli accertamenti compiuti, nè la famiglia vi ha fatto alcun riferimento nelle intense relazioni intercorse con i medici e infermieri che hanno assistito la piccola, né se ne trova traccia nelle dichiarazioni rese dal legale della famiglia, che  peraltro  sottolineano la forte disponibilità riscontrata nello staff ospedaliero".

 

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"Per queste ragioni, nel ribadire totale disponibilità e vicinanza nei confronti della famiglia, riteniamo altresì inaccettabile la contraffazione dei principi e dei valori di umanità che stanno alla base dell'azione della stragrande maggioranza del personale che opera nell'ambito dell'Azienda - ha proseguito -. Di conseguenza, abbiamo dato mandato al nostro legale di verificare se sussistano i presupposti per avviare eventuali azioni legali, improntate a ristabilire  la verità dei fatti. Una verità utile e necessaria a tutte le parti in causa, famiglia e professionisti".

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