Ravenna: bimba morta, l'Ausl: ''Assicurate cure tempestive ed appropriate''

Ravenna: bimba morta, l'Ausl: ''Assicurate cure tempestive ed appropriate''

Ravenna: bimba morta, l'Ausl: ''Assicurate cure tempestive ed appropriate''

RAVENNA - L'Ausl di Ravenna ha preso carta e penna per fornire alcune precisazioni in merito alla bimba di 3 anni deceduta il 19 febbraio all'ospedale "Santa Maria delle Croci". La piccola, sulla base della documentazione in possesso all'Ausl, è stata portata al Pronto Soccorso di Ravenna il giorno 26 gennaio, con sintomi riferibili ad un quadro di gastroenterite virale. La paziente è stata inquadrata dagli infermieri del triage come codice di priorità verde.

 

"Il pediatra ospedaliero che ha valutato la paziente ha rilevato all'esame obiettivo condizioni generali buone, attività cardio-respiratoria regolare; addome trattabile, temperatura 36°, un quadro di idratazione ed esami ematici nella norma - spiega la nota -. La paziente è stata dimessa con le indicazioni terapeutiche del caso e con la richiesta di coprocoltura, risultata positiva per adenovirus (risultato pervenuto il 28 gennaio ed inviato nella stessa data alla famiglia affinchè potesse essere sottoposto al Pediatra di famiglia)".

 

La piccola è stata accompagnata dai genitori anche il 19 febbraio alle 18.30. "Giunta in condizioni critiche, la paziente veniva inquadrata come codice rosso e immediatamente valutata dal medico di turno del Pronto Soccorso e dal pediatra ospedaliero - illustra la nota -.  La piccola, sulla base di quanto riferito dalla famiglia, presentava febbre da circa 5 giorni, da alcuni giorni manifestava difficoltà a respirare e da quel mattino stesso diarrea".

 

"Era stata già valutata tre giorni prima dal pediatra di famiglia e la mattina stessa da uno specialistica otorinolaringoiatra di una struttura convenzionata - continua la precisazione -. Nel pomeriggio, a fronte di un aggravamento delle condizioni generali (diarrea, vomito e stato di sopore) i genitori decidevano di portare la bimba in Pronto Soccorso a Ravenna".

 

"Il quadro clinico all'ingresso al Pronto Soccorso., si presentava grave con dispnea e severo stato di disidratazione. Il pediatra di turno immediatamente rilevava "stato di shock, difficoltà respiratorie con ipofonesi alla base di sinistra, dispnea, stato di sopore e  addome globoso" - precisa la nota -. Sono stati avviati in urgenza tutti gli ematochimici e strumentali e la pronta terapia dello shock. Considerata la gravità del quadro è stato allertato il rianimatore"-

 

"La radiografia del torace eseguita in sede di PS ha documentato una polmonite basale sinistra con versamento pleurico - aggiunge -. Pediatra e rianimatore considerato un primo miglioramento del quadro clinico a seguito della terapia instaurata, hanno convenuto di ricoverare la bimba in Pediatria alle ore 19.30.

In Pediatria è stata avviata la terapia per infezione polmonare e proseguita la reidratazione.Nelle varie fasi di assistenza sia in Pronto Soccorso che in Pediatria la madre della bambina è sempre stata presente ed informata delle procedure attuate".

 

"Poco dopo l'ingresso in Pediatria (ore 20.00 circa), comparivano 2 vomiti caffeani con peggioramento respiratorio ed emodinamico; veniva allertato il consulente rianimatore che, constatate le condizioni critiche, trasferiva la paziente presso la U.O. di Rianimazione (ore 20.20) - continua -. Presso la U.O. di Rianimazione la paziente veniva intubata, ventilata e posizionato catetere venoso centrale. Nonostante le terapie e l'assistenza respiratoria eseguite la situazione progressivamente peggiorava con comparsa di bradicardia e successivamente arresto cardiaco. Nonostante le manovre rianimatorie eseguite la paziente è deceduta alle ore 22.30. E' stato immediatamente chiesto il riscontro diagnostico per chiarire quale sia stata la causa dell'imponente quadro di shock settico che ha portato alla morte della piccola".

  

Sulla base degli elementi clinici raccolti l'Ausl ritiene "che non sussista alcuna correlazione tra il quadro clinico di gastroenterite presentato il 26 gennaio e il quadro clinico di shock settico con infezione polmonare che ha caratterizzato gli ultimi giorni e portato al decesso della bambina il 19 febbraio". "Alla bimba sono state assicurate cure tempestive ed appropriate, con grande impegno professionale ed umano di tutti i professionisti. A testimonianza di questo, gli stessi genitori ed i parenti hanno riferito a più riprese apprezzamento per l'operato dei medici ed infermieri intervenuti nelle cure".

 

In merito alla frase pronunciata da un camice bianco ("i soliti napoletani piagnoni..."), l'Ausl commenta: "

Sorprende che mai nelle intense relazioni intercorse tra gli operatori ed i parenti della piccola è stato fatto alcun cenno alla frase infelice attribuita ad un nostro dipendente ("i soliti napoletani piagnoni..."): fin'ora dalle nostre verifiche effettuate non risulta che ciò sia avvenuto".

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