Ravenna, Conferenza economica: "Siamo ancora forti, uniti ce la faremo"

Ravenna, Conferenza economica: "Siamo ancora forti, uniti ce la faremo"

Ravenna, Conferenza economica: "Siamo ancora forti, uniti ce la faremo"

C'era tutta la Ravenna "che conta" lunedì mattina in Sala Cavalcoli a Ravenna alla Conferenza economica provinciale. Un evento atteso da tempo in città e in provincia, sia per tentare di delineare la strada da seguire per uscire dalla crisi sia perché arriva proprio a pochi mesi dalle elezioni amministrative per il rinnovo di Comune e Provincia. I due interventi più attesi, oltre a quello del presidente della Regione, Vasco Errani, erano proprio quelli di Fabrizio Matteucci (sindaco e ricandidato) e Claudio Casadio (vice presidente della Provincia e candidato a presidente).

 

> GALLERIA FOTOGRAFICA (di Massimo Argnani)

 

"La nostra è un'economia forte, ma la crisi si fa sentire, eccome. Altri, a Roma, hanno cercato per troppo tempo di negare la durezza di questa crisi. Dipenderà da tutti noi fare in modo che la conferenza economica provinciale produca un doppio movimento fatto di azioni concrete", ha detto Matteucci nel suo intervento.

 

I lavori sono stati introdotti dal vicepresidente della Provincia, Claudio Casadio ha individuato le sfide che, nell'immediato futuro, attendono la nostra comunità provinciale, "una comunità aperta al futuro". "Presentiamo, nel corso di questa  giornata progetti concreti anche già finanziati oppure realizzabili. Sono stati individuati diversi punti su cui concentrare i nostri sforzi. Non dobbiamo avere paura dei processi d'internazionalizzazione che riguardano tutti, dalle imprese alla pubblica amministrazione. Dobbiamo sforzarci di allargare i nostri mercati di riferimento, di cercare nuove rotte per uscire in mare aperto, fuori dai vecchi confini".

 

Graziano Parenti, coordinatore del Tavolo delle imprese, ha auspicato che "La conferenza sia la premessa per un lavoro comune nei prossimi anni. Le imprese, da parte loro, presentano un documento unitario, un esito nient'affatto scontato."

 

Gli ha fatto eco Riberto Neri, in rappresentanza delle organizzazioni sindacali Cgil, CISL e Uil, che, a sua volta, ha sottolineato che "Abbiamo registrato una identità di vedute significativa su tutti i temi più importanti sul tappeto. La condivisione delle analisi è senz'altro il presupposto necessario per definire un nuovo patto di sviluppo provinciale che è l'obiettivo di questa conferenza economica."

 

Giuseppe Parrello, presidente dell'Autorità portuale, ha spostato l'attenzione sul porto: "Ci stiamo riprendendo dalla crisi ma lentamente. Dobbiamo mirare sempre di più a progetti operativi comuni perché si stanno creando le condizioni competitive e strutturali per il futuro dello scalo ravennate. Il Nord Adriatico ha enormi potenzialità ma deve vedersela con la confermata egemonia dei porti nord europei, da un lato, e il dinamismo degli hub del Mediterraneo, dall'altro."

 

Matteo Casadio, assessore comunale di Ravenna ha invece sottolineato "la centralità della piccola e media impresa per la quale urge una strategia. Dobbiamo tornare al territorio dove, tra l'altro, l'autonomia scolastica è stata indebolita dai tagli del governo centrale e le materie tecniche e scientifiche non sono abbastanza attrattive per i nostri giovani."

 

I lavori della mattinata sono terminati con l'intervento del governatore dell'Emilia-Romagna Vasco Errani: "Ravenna può e deve anticipare il cambiamento in questo Paese con un nuovo patto per lo sviluppo che sappia definire un nuovo modello. State gettando le basi affinché tutto il sistema produttivo, credito, imprese, lavoro e istituzioni si dia obiettivi condivisi ai quali tutti coerentemente lavorino. E' un cambio di marcia che Ravenna può e deve fare nell'interesse di tutto il Paese. Un Paese privo di una politica industriale degna di questo nome".

 

"In questo senso il tecnopolo è l'occasione da non lasciarsi sfuggire - ha detto Errani -. Tecnopolo infatti significa riorganizzare la filiera delle imprese che devono assumere un ruolo decisionale in un rapporto diretto e fecondo con la ricerca. Un'altra opportunità è rappresentata dalla cosiddetta piattaforma logistica. E' inaccettabile che Ravenna sia esclusa dal corridoio  23 dell'Alto adriatico. Su questo punto occorre discutere col Governo centrale."

 

Errani si è quindi soffermato sulla green economy: "Occorre creare reti d'impresa sull'economia verde e la messa in sicurezza del territorio. Le centrali biomasse se ben fatte sono sicure e rispettano l'ambiente. Vanno bene anche se spunta subito un comitato cittadino contrario col quale le istituzioni devono confrontarsi ma avendo il coraggio delle proprie scelte."

 

"Ravenna senza area vasta della Romagna e senza Regione non va da nessuna parte - ha concluso Errani - dobbiamo sconfiggere l'idea di chiuderci in noi stessi per fare solo quel che possiamo. Dobbiamo invece riattivare il dialogo, anche se difficile, e la concertazione."


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