Ravenna, per le pesche il Pdl lancia il "protezionismo romagnolo"
Ravenna, per le pesche il Pdl lancia il "protezionismo romagnolo"
RAVENNA - Le pesche vendute a pochi centesimi al chilo che strozzano gli agricoltori romagnoli finiscono nel mirino di Francesco Villa, consigliere del Pdl in Provincia di Ravenna, che prende posizione sul tema con un ordine del giorno. Cosa possono fare, allora, le istituzioni locali? "Lanciare lo slogan 'Io mangio romagnolo'- e' l'idea di Villa- e fare in modo che nel periodo estivo nei supermercati della Romagna si vendano prevalentemente pesche e frutta" prodotta li'.
Una sorta di protezionismo alla romagnola per avere "meno inquinamento da trasporto, meno incidenti e migliori qualita' organolettiche". Dello stesso tenore e' la proposta di Eugenio Costa, consigliere di Fi-Pdl al Comune di Ravenna, che chiede all'amministrazione di palazzo Merlato di installare nei lidi, a tiro di turista, bancarelle in cui i produttori locali possano esporre e vendere le nettarine, prodotto locale, "genuino e di qualita'", a prezzi popolari.
Il suo collega della Provincia si spinge oltre e chiede alla Provincia di Ravenna di istituire, insieme a quelle di Forli'-Cesena e Rimini, un "giorno della tipicita' romagnola". Si potrebbe celebrare d'estate, suggerisce Villa, attraverso convegni e iniziative in tutti i comuni per "pubblicizzare e invitare a consumare i prodotti tipici".





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