Ravenna, soldatessa morta. Il paracadute era integro e funzionante

Ravenna, soldatessa morta. Il paracadute era integro e funzionante

Ravenna, soldatessa morta. Il paracadute era integro e funzionante

RAVENNA - Il paracadute con il quale si lanciò Melania Giovanna La Mantia, la caporale trapanese di 22 anni in forza al 46esimo reggimento Trasmissioni di stanza a Palermo morta dopo esser caduta il 20 febbraio scorso nel bacino artificiale della cava Ca'Bianca, era integro e funzionante. E' quanto trapela dalla perizia disposta dalla Procura di Ravenna, ora a disposizione delle parti. Al momento l'unico nome iscritto nel registro degli indagati è il direttore del lancio.

 

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L'uomo, accusato di omicidio colposo, è stato informato dall'avvocato Claudio Arria di Mantova. Alla luce di questa perizia la sua posizione potrebbe alleggerirsi. Nel frattempo il medico legale deve ancora concludere come si arrivò all'asfissia da annegamento, che il perito stesso considerò causa della morte. L'autopsia ha confermato la presenza di acqua nei polmoni. Gli esperti ora dovranno chiarire per quale motivo Melania Giovanna non sia riuscita a sganciare il paracadute e soprattutto perché sia finita nel laghetto anziché nel punto dove era previsto che toccasse terra.

 

La vicenda di Melania Giovanna è stata seguita con apprensione in tutt'Italia.  La ragazza aveva approfittato di una settimana di licenza per recarsi a Ravenna per effettuare insieme ad alcuni amici alcuni lanci per conseguire il brevetto civile di lancio assistito con paracadute tondo. Il 20 febbraio si è lanciata dall'aereo, decollato dall'aeroporto 'La Spreta', da un'altezza di 500 metri. Ma qualcosa non è funzionato secondo le procedure e la ragazza è finita nel bacino artificiale della cava della Ca' Bianca, a poche centinaia di metri dal punto d'atterraggio.

 

I sommozzatori, dopo sei giorni di serrate ricerche, hanno rinvenuto il corpo della soldatessa nel cuore del laghetto, ad una profondità di dodici metri. I periti nominati dal gip del tribunale di Ravenna, Anna Mori, sono il professore Adriano Tagliabracci dell'Ausl di Ancona ed il maggiore Luca Fiorentini della brigata Folgore di stanza a Livorno. I consulenti nominati dalla difesa sono il professor Pier Michele Germanò di Ravenna ed il paracadutista Gianluca Gaini.

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