Ravenna: vie e piazze, nuovi nomi nel segno delle pari opportunità

Ravenna: vie e piazze, nuovi nomi nel segno delle pari opportunità

Ravenna: vie e piazze, nuovi nomi nel segno delle pari opportunità

RAVENNA - Nuovi toponimi per quarantotto per strade e rotatorie in città e nel forese. Per quanto riguarda le nuove intitolazioni in città, si chiameranno: piazzetta Almo Rossi (educatore ravennate 1924-1998), l'area adiacente il circolo Aurora su via Ghibuzza, giardino Renzo Calamosca (musicista e compositore e scrittore 1910-1986) l'area verde su via Rotta, e giardino Melvin Jones (fondatore dei Lions 1879-1961) l'area verde su via Baccarini a ridosso della chiesa di S.Nicolò.

 

A Mario Lapucci, noto artista ed editore ravennate ( 1914- 1992) sarà dedicata l'area verde su via Mastri Comacini, mentre alla data storica della caduta del muro di Berlino, 9 novembre 1989, è intitolata l'area verde su via Isaac Newton; Franco Basaglia, psichiatra, fautore della legge 180 sui manicomi, darà il nome all'area verde fra via del pino e via del biancospino a Ponte Nuovo. A Porto Corsini due aree verdi ricorderanno due concittadini: il parroco Antonio Obovali (1932-1984) all'area verde su via Libolla e il sergente aviere della base idrovolanti e medaglia di bronzo Francesco Guadalupi all'area verde su via Valle Giralda.

 

Le nuove denominazioni di due aree verdi a Piangipane sono giardino della carta costituzionale, fra via Orione e via dello Zodiaco e giardino dei partigiani, su piazza XXII Giugno.

A Savarna la strada che va da piazza Italia a via della Libertà si chiamerà via Don Carlo Siboni, parroco della località per 46 anni.

 

Tre nuovi toponimi anche alle Bassette con via Albe Steiner, designer che in passato insegnò anche a Ravenna, (nuova via che parte da via Romea Nord), via dei silos (traversa della precedente), e rotonda vecchia fornace per il collegamento tra via Romea Nord e via Albe Steiner.

Alcune delle rotonde stradali dislocate sul territorio comunale assumeranno le donominazioni: della tramontana, del campanile, 11 settembre 2001, porta d'oriente, del Bosforo, dei Dardanelli, oceano Atlantico, oceano Indiano, oceano Pacifico, mare Mediterraneo, antico Candiano, dei dalmati, dei lagunari, delle dune marine, della solidarieta', acqua marina, del villeggiante. Altre rotonde porteranno il nome di 12 donne che hanno ricevuto il premio Nobel: Marie Curie, Gery Cori, Rotonda Gertrude B. Elion, Selma Lagerlof, Grazia Deledda, Rotonda Pearl Buck, Gabriela Mistral, Nelly Sachs, Bertha Von Suttner, Emily Greene Balch, Alva Myrdal.

 

A Porto Fuori sfoceranno nella neo rotonda Madri della Repubblica le nuove strade vie intitolate a: Nilde Iotti (dalla nuova rotonda a via Dal Pane), Angela Maria Guidi Cingolani (nuova strada da via Cavallazzi), Lina Merlin (nuova strada da via Casadio), Maria Federici (nuova strada da via Pirolini), Adele Bei (nuova strada da via Presentati). Si chiamerà semplicemente Parcobaleno, area verde su via Pietro Degli Onesti.

 

"Dedicare anche alle donne le vie della nostra città - commenta l'assessore Piaia - significa far emergere il valore di tante figure femminili che meritano un riconoscimento per meriti acquisiti con la propria attività, impegno e spesso sacrificio senza essere sovrastate dal prevalente riconoscimento ai meriti del genere maschile. Focalizzare questa disparità favorisce la ricerca e la valorizzazione dei talenti femminili nelle professioni, nelle arti e nelle attività politiche e istituzionali. Dopo la titolazione dello scorso anno al Parco 8 marzo ad alcune donne ravennati - aggiunge - il lavoro della Commissione toponomastica si è orientato a riconoscere due importanti tipologie: le Madri della Repubblica e le donne che hanno ricevuto il premio Nobel. Donne vigili, critiche e appassionate, forgiate dalla guerra, dalla Resistenza alle quali dobbiamo la garanzie di libertà e di parità della nostra Costituzione. Come è noto l'Accademia delle Scienze di Stoccolma quest'anno ha conferito a ben cinque donne il prestigioso premio Nobel a cui per la prima volta un Nobel per l'economia. La persistente attualità della questione di genere anche nella scienza riemerge nella sfavorevole posizione delle donne nelle leadership. Nel XXI secolo la parità fra i sessi non si può dire completamente raggiunta soprattutto ai livelli di vertice nonostante la qualità dei risultati delle donne negli studi, nelle specializzazioni e nell'impegno lavorativo. Anche una sempre maggiore sensibilità al genere potrà sollecitare un progressivo avanzamento alla rappresentanza delle donne in tutti i settori. Porsi con sempre maggiore frequenza, fino a diventare consuetudine, la domanda come e quante sono le donne in ogni attività del vivere sociale e civile propone sicuramente idee nuove e benefici effetti sulla dimensione globale dello sviluppo umano".

 

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