Regionali, il ministro Bondi: "Se intercettassero in Emilia Romagna"

Regionali, il ministro Bondi: "Se intercettassero in Emilia Romagna"

di 16/03/2010
Regionali, il ministro Bondi: "Se intercettassero in Emilia Romagna"
Regionali, il ministro Bondi: "Se intercettassero in Emilia Romagna"

    BOLOGNA - "Se qualcuno mettera' un occhio anche qui e intercettera', ne verranno fuori delle belle...". Perche' cio' che e' accaduto col sindaco a Bologna, e' solo la punta dell'iceberg di quello che c'e' sotto". Il ministro della Cultura Sandro Bondi, a Bologna per sostenere la candidatura in Regione Anna Maria Bernini, fa "una considerazione politica", perche' "noi non siamo come gli altri", e punta il dito verso il centrosinistra emiliano-romagnolo.

    Critica "l'intreccio tra politica ed economia", in questa regione. E ripete "e' niente cio' che e' avvenuto, rispetto a cio' che c'e' sotto, che non e' emerso ma emergera' prima o poi". E ancora, "non e' venuto a galla, ma verra' a galla". Il problema dell'Emilia-Romagna, forse unico, assieme alla Toscana, per Bondi e' che "qui si e' creata una compenetrazione tra potere politico e potere economico, qui persiste quel tratto che era della Prima Repubblica e che ha dato luogo a tangentopoli".

    Una "compenetrazione tra potere politico ed economico, che diventa la causa della corruzione del clientelismo del malgoverno". E' quanto accade quando non c'e' alternanza, aggiunge, "il potere e' intatto e quando si governa sempre, senza l'ipotesi di un cambiamento, queste classi dirigenti diventano forze politiche che hanno come unica missione gestire il potere".