Regionali: più di 11mila aborti in Emilia-Romagna, la Chiesa dice basta

Regionali: più di 11mila aborti in Emilia-Romagna, la Chiesa dice basta

di 16/03/2010
Regionali: più di 11mila aborti in Emilia-Romagna, la Chiesa dice basta
Regionali: più di 11mila aborti in Emilia-Romagna, la Chiesa dice basta

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    Bologna - "Le iniziative per scoraggiare il ricorso all'aborto sono fallite, sono state insufficienti o non ci sono state affatto". Il giudizio severo arriva da Giorgio Carbone, docente di bioetica alla Facolta' teologica dell'Emilia-Romagna (Fter), intervenuto ieri sulle pagine di 'Bologna sette', l'inserto domenicale di Avvenire della Curia di Bologna. E Carbone punta il dito contro lo Stato si', ma anche contro la Regione, perche' entrambi hanno il compito di "rimuovere quelle cause che spingono una donna a chiedere di abortire".

    Compito, evidentemente, non assolto se e', come si legge su Bologna sette, nel 2008 gli aborti sono stati 11.124. Ovvero 150 in meno sul 2007: "L'equivalente- si legge- di circa 370 classi scolastiche di 30 alunni ciascuna". Il maggior numero di interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) e' stato praticato a Bologna (2.877), seguita da Modena (1.843), Reggio Emilia (1.363), Parma (1.300) e Ravenna (1.062). Ci sono poi Forli'-Cesena (529), Piacenza (636), Ferrara (745) e Rimini (805). Dal 2005, data di partenza della sperimentazione, a marzo 2009, gli aborti con Ru486 sono stati 1.684.

    Per Carbone i dati parlano chiaro: nel 2000 gli aborti volontari sono stati 11.071, numero addirittura inferiore a quello registrato otto anni dopo. "La nostra regione poi- scrive il docente- vanta il primato italiano del piu' alto tasso di abortivita': su un campione di 10.000 donne, comprese tra i 15 e i 49 anni, 119 di esse hanno ricorso all'aborto nel 2007, mentre nel 2008 hanno fatto ricorso all'aborto 116 donne". Questi, insiste Carbone, "sono i fatti registrati e di dominio pubblico.

    Con questi dobbiamo confrontare noi stessi, l'esercizio del nostro diritto di voto, e l'azione politica e amministrativa di chi gi ha governato e di chi ci governera' a livello regionale". Anche perche', continua Carbone, sembra "che gli sforzi dei nostri governanti siano consistiti nel promuovere il ricorso all'aborto chimico mediante la Ru486".

    Quante "dichiarazioni, interviste e polemiche circa il protocollo per l'assunzione di questo prodotto chimico, che non cura nessuno, ma anzi sopprime il figlio di eta' embrionale e uccide la maternita' e la paternita'". Ci "e' stato detto- aggiunge Carbone- che tutto avviene secondo il protocollo regionale, che e' tutto in regola. Ma cosa e' stato fatto per aiutare a sostenere concretamente la mamma a non abortire?". Insomma, commenta sconsolato Carbone, "quanti silenzi, quante omissioni. Chi ci ha governato ha presentato l'accesso all'aborto come un diritto di opportunita'".