Regione Romagna? Il prof Capano: "Avere il coraggio di dire che non serve"
Regione Romagna? Il prof Capano: "Avere il coraggio di dire che non serve"
FORLI' - "E' un segnale che inquieta, è un segno della crisi culturale del Pd: la Lega Nord fa l'agenda e il Pd va dietro, si insegue la Lega sul suo terreno": il commento viene da Giliberto Capano, preside di Scienze Politiche del polo forlivese dell'università, sul dibattito aperto sull'autonomia dal sindaco di San Mauro Pascoli Gianfranco Miro Gori. L'invito del primo cittadino è di aprire un dibattito serio sulla questione nel Pd.
> SONDAGGIO: REGIONE ROMAGNA, COSA NE PENSI?
Capano, assieme a Roberto Balzani, quando ancora il sindaco di Forlì era "solo" professore universitario, smosse le acque proponendo una maxi-provincia, frutto della fusione delle tre province romagnole. "E' una proposta antitetica a quella della regione autonoma: il problema della Romagna è il campanilismo, la provincia unica sarebbe un modo per contare di più in Emilia-Romagna, in Italia e in Europa", spiega Capano.
L'idea lanciata era quella di unire le tre province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. E' ancora attuale la proposta per il preside di Scienze Politiche? "Un conto è la proposta di due professori amici, per altro preciso che non sono iscritto al Pd, sebbene ho votato per qualche primarie", spiega Capano. Deve diventare un argomento dell'agenda politica, ora che Balzani è sindaco? Precisa Capano, sentito sull'argomento da RomagnaOggi.it: "Non mi permetto di sollecitare niente, Balzani è sindaco da pochi mesi valuterà lui al momento opportuno se e quando discuterne".
Per Capano, in ogni caso, "la proposta resta valida", soprattutto come antidoto anti-campanilismi. "Se facessimo la regione autonoma, lo dico con una battuta, dove facciamo il capoluogo? A Forlimpopoli? Questo per dire che avremmo una regione che non fa altro che istituzionalizzare la struttura dei campanilismi. Spero che nel Pd qualcuno abbia il coraggio di ribattere che la regione Romagna non serve e che è una proposta sbagliata".
Anche perché "se ci propongono la Padania regione, diciamo di sì? In Italia esistono una cinquantina di identità subregionali, le accontentiamo tutte?". Per il preside di Scienze Politiche è quindi meglio "puntare su progetti che permettano alla Romagna di contare di più" e una grande provincia dentro l'Emilia-Romagna va in questa direzione. Un'altra idea sul tavolo, un altro spunto di riflessione.
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mm77:
Un partito il PD, che nonostante tutto è lo stesso al quale io stesso sono iscritto, in quanto di idee laico progressiste e quindi di sinistra, e che però si è sempre sottratto a una discussione sulla questione romagnola che rimane insoluta, e non si è degnato nemmeno di riconoscere i confini storici della Romagna, buttando nel cestino migliaia di firme di liberi cittadini che richiedevano il referendum.
Quello che vado affermando non è forse vero ? Benissimo, allora che il "romagnolo" Errani (anche il malato di mente Luigi Carlo Farini, autoproclamatosi "Dittatore dell'Emilia" in realtà era romagnolo) faccia rispettare la Costituzione facendo votare i cittadini romagnoli in un democratico referendum. Se non si sveglieranno i dirigenti del PD, i miei dirigenti, ci penserà qualcun'altro dall'altra parte politica, e allora sì che saranno dolori per coloro che hanno perso la dignità nei confronti della propria gente pur di difendere una poltrona.
Quando saranno in tanti a voltare loro le spalle sarà dura fare ritorsioni, come è stato fatto a me che ho pagato professionalmente la mia coerenza nel difendere questa causa.
Comunque trovo triste che in un tema così importante i nostri politici la buttino in una diatriba destra/sinistra quando invece dovrebbe riguardare i romagnoli in maniera bipartisan, segno di una classe dirigente molto mediocre.
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d_a_v_i_d_e:
certo, è ovvio che ci sono direttrici privilegiate, ma proprio perchè questi ingenti investimenti cadono da Bologna a Piacenza, e l'intera cittadinanza ne trae benefici (primo fra tutti il potersi spostare in poco tempo praticamente ovunque), la Regione dovrebbe controbilanciare i territori più sfortunati, e invece basta confrontare la viabilità stradale e ferroviaria nostra alla loro per capire che così non è. Da Bologna a Firenze 30minuti, da Forlì, stessi chilometri, 2 ore (se va bene). Idem per andare a Venezia o Roma, e tutto questo nonostante il turismo della Riviera! E poi c'è chi rema contro, che dice ad es. che bisogna chiudere il nostro aeroporto perchè non è competitivo!!
Chiedo io: ma che vantaggi abbiamo a rimanere VINCOLATI all'Emilia?
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rob:
@davide
penso che il discorso dell'alta velocità che si ferma a bologna sia di competenza delle ferrrovie dello stato in termini di investimenti nell'alta velocità.
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Samuele:
Leggo con piacere che da alcuni giorni è giustamente tornato di grande attualità il tema Regione Romagna. Grazie al MAR (Movimento per l'Autonomia della Romagna) e grazie a quei Sindaci, fra cui spicca il nome di Gianfranco Miro Gori, e a quelle forze politiche che si sono dichiarati a favore o comunque non contrari a priori.
Un serio dibattito, come indica anche il Prof. Capano, è davvero auspicabile. Il M.A.R. attende da diversi anni di potersi confrontare con chiunque, mosso da buona volontà, abbia a cuore gli interessi di chi vive in Romagna.
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giulianopedulli:
Primo: non è vero che il Pd sia contrario al Referendum. Siamo per la piena e integrale applicazione dell'art.132 della Costituzione. Che non è la stessa cosa che chiede il Mar. Tant'è che prima con la devoluzione - poi bocciata dal Referendum - e ora con un disegno di legge - che doveva essere urgente e che dopo oltre 18 mesi non si sa che fine abbia fatto - si cerca una via semplifiicata, centralistica, saltando il dispositivo costituzionale.
Secondo: le accuse rivolte al Pd sono prive di fondamento, poichè se si facesse solo un calcolo partitico-ideologico, avremmo solo da guadagnarci. Nascerebbe una nuova Regione, con un governo di centrosinistra e verrebbero istituite, per utilizzare un linguaggio comune, tante nuove poltrone appetibili di consigliere regionale e tante persone in più ci si siederebbero sopra. Anche perchè quando si crea qualche cosa di nuovo, difficilmente è a somma zero rispetto a quello dal quale esso deriva.
Terzo: è stupefacente che proprio chi presenta leggi per ridurre il numero di consiglieri di Circoscrizione e di Assessori , anche di piccoli e piccolissini Comuni, che costano pochissimo, favorisca la moltiplicazione di posti ben remunerati. Nel merito dei pro e dei contro, ci possiamo entrare in altre occasioni. Chiarisco bene che noi ragioniamo solo in questi termini. Pensando solo al bene comune. Se ci fossero dati incontrovertibili che la nuova Regione serve per dare qualche cosa di più a tutti noi, non ci penseremmo due volte a sostenerla. Ma il problema è che più volte abbiamo dimostrato che è proprio vero il contrario.
giuliano pedulli. consigliere regionale Pd
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d_a_v_i_d_e:
Non ho dubbi sulla sua competenza, e sicuramente la sua opinione è importante, ritengo però che come spesso accade negli ambienti scientifici ci siano opinioni diverse e talvolta opposte altrettanto autorevoli. Credo poi, come i campanilismi dimostrano, che alle scelte "accademicamente" più ragionevoli spesso si accavallino decisioni dettate da interessi personali, anche "affettive" da parte degli amministratori. Non so se mi sono spiegato. Può darsi che economicamente sia più giusto rimanere uniti, poi all'atto pratico le Romagna non ha lo stesso peso di Bologna, e allora meglio separarsi e confrontarci con Bologna come non so, ci confrontiamo con Firenze, o Ancona. Le sedi universitarie decentrate rimarrebbero, mentre ci sarebbero effetti positivi difficilmente valutabili anche dai migliori esperti su atnti altri aspetti.
La prego di confrontarsi con coloro che da anni chiedono un dibattito, cioè quelli del MAR (io non sono del MAR!) perchè loro si sono sempre lamentati che chi è contrario (e guarda caso sono tutti esponenti dell'ex PDS) non si presenta. Chi è assente ha sempre torto.
Ho citato dati e fatti concreti, dica la sua sul perchè di queste scelte politiche per noi penalizzanti, oppure dimostri che così non è stato.
Io sono per l'abolizione delle Province, perchè generano confini che non hanno motivo di essere, ma trovo umiliante che città come Ravenna, Forlì e Rimini debbano unirsi per avere la stessa udienza delle altre.
Ha ragione, non tutte le identità possono avere una forma istituzionale, peccato che nello statuto regionale non sia riconosciuta NEMMENO questa identità!! Grave!
La attendo in dibattiti con chi può rispondere meglio di me, intanto grazie per la cortese attenzione.
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capano:
digiti meglio nel sito di Unibo che qualcosa trova. Comuque sia, mi sono occupato della facoltà di Scienze Politiche R.Ruffilli come preside dal 2003 al 31 ottobre 2009. Siamo l'eccellenza in Italia nel nostro settore e questo mi basta.
Ho smesso di fare il preside il 31 ottobre.
Quando parlo, parlo da libero e privato cittadino, come lei. Con qualche competenza tecnica in più, tenuto conto che sarei professore di Scienza Politica ed Analisi delle Politiche Pubbliche e che passerei per essere anche un esperto di pubblica amministrazione.
Ah dimenticavo: abito a Forlì da 18 anni, quindi qualcosa so per diretta esperienza. E vengo da una regione autonoma (dove sono nato e ho vissuto per 30 anni), il FVG. Insomma sia per eserienza professionale sia per eserienza di vita conosco bene i pregi e i difetti dell'autonomismo italico.
Ciò detto, lo ripeto, tutte le opinioni sono legittime. Vi suggerirei, però, di cominciare a ragionare sui dati e sui fatti. Pensare che ogni identità culturale e storica debba necessariamente avere la sua autonoma forma istituzionale è una semplificazione che, spesso, rimanda la soluzione dei problemi.
Ringrazio per l'attenzione
scusate se sono tornato sul tema
aluti
capano
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Sam:
guarda che Capano è un professore di Scienze dell'amministrazione, quindi ha sicuramente competenza nel parlare di amministrazioni locali...
Al di là delle idee politiche di ciascuno di noi,sarebbe importante riflettere e fare tesoro di quello che gli studiosi (presenti sul territorio, quindi risorse aggiunte!) affermano.
Un tempo si chiamavano intellettuali, ora questo termine è usato perlopiù in modo spregiativo per lasciare spazio poi alla politica degli slogan, dei campanili e delle veline...
sarebbe meglio riflettere e leggere qualche libro prima di parlare a sproposito!!!
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d_a_v_i_d_e:
A chi dice che ultimamente le risorse sono state distribuite correttamente, in base alla popolazione, dico che il nostro credito è ben superiore, aprite gli occhi.
Cito questa frase emblematica, della direttrice dell'aeroporto di Bologna, che si vanta del successo grazie ai voli low cost scippati a man bassa a Forlì: Gli investimenti annunciati vanno avanti - conferma la presidente Giuseppina Gualtieri - Ora scommettiamo sulla sinergia con lalta velocità, unopportunità che altri aeroporti, come Forlì, non hanno. Per noi significa allargare il bacino dei potenziali utenti da 10 a 14 milioni persone.
E poi si critica se da noi le cose non funzionano come altrove, ma di chi è la colpa?
Meditate.
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schietto:
Non condivido nel merito la maxi-provincia, che però è una provocazione che aiuta a riflettere. Le province hanno compiti diversi da quelle delle regioni, non sarebbe quindi alcun rafforzamento di autonomia, neanche per contare di più in ER. Inoltre, come spesso si propone di farlo, se si aboliscono le province siamo punto dacapo
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Mattia:
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capano:
vi ringrazio per l'attenzione che avete manifestato rispetto al mio parere sulla regione Romagna.
Permettetemi di osservare solo che tutte le opinioni sono, in linea di principio, legittime se si focalizzano sulla sostanza.
Lo sono meno quelle che che si basano su giudizi personali (tipo "ma chi è questo qui?", ma guardate il suo "cognome", ecc.).
Ciò detto, chi sono io che che cosa faccio è facile da scoprire: digitate il mio nome e cognome su google....
Sulla questione della Regione Romagna: appare come una soluzione semplice ad un problema complesso. La storia però ci insegna che i problemi complessi si affrontano con soluzioni complesse. Comunque sia ben venga un dibattito serio su questo tema. Un dibattito in cui entrambe le parti ragionino sulla sostanza delle cose (quale delle due soluzioni migliora la qualità delle politiche pubbliche?) e non su principi ideologici, su posizoni identitarie, su slogan.
un caro saluto a tutti
capano
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rob:
Occorerebbe capire se e dove ci sono state, soprattutto negli ultimi cinque anni, delle disuguaglianze e/o attribuzioni di fondi non correttamente distribuiti (ma se sono stati distribuiti in funzione della popolazione mi sembra siano stati distribuiti correttamente).
Occorre proseguire, come si sta facendo, nella fusione degli enti delle tre province per fare massa critica ed economie di scala.
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d_a_v_i_d_e:
Sorvoliamo sulle sue considerazioni, come "non si può creare una regione se non c'è un capoluogo dominante" (quasi a sancire che se così è, come per il caso Bologna rispetto l'intera Emilia-Romagna, esso ne trae grandi benefici) o altre banalità, che farebbero torto alla sua intelligenza, (essendo diventato professore deve pur esserne dotato).
Io credo che i tanti elettori che da noi votano PD non si faranno manovrare dai loro capetti piazzati nelle seggiole di sindaco o nelle AUSL, ma stavolta ragioneranno con la loro testa, e voteranno a favore dell'autonomia. Ecco perchè hanno tanta paura di far decidere i cittadini.
Non capisco poi perchè i PD romagnoli siano contrari; si troverebbero a governare comunque entrambe le regioni. Cari politici della sinistra, è ora di staccare il cordone ombelicale da Bologna, e andare con le vostre gambe, se ne siete capaci, possibile che non lo capiate?
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corso.rossi:
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mm77:
Solo con l'autonomia, e cioè essendo regione al pari delle altre, nepiù nè meno che si restituiscono dignità e sviluppo per i romagnoli.
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Romagna
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schietto:
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emanuele28165:
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mm77:
Innanzitutto chi è conservatore e vuole che nulla cambi farà di tutto per ridurre la cosa a una goliardata, per sminuire etichettandola come una cosa più di folklore, al contrario questa è una giusta battaglia civile che deve unire i romagnoli a prescindere dalle appartenenze politiche.
Occorre quindi replicare a queste persone.
Parlano di campanilismo, considerando un problema la scelta del capoluogo. Come hanno fatto i toscani allora, o altre regioni ? Quello del capoluogo è un problema secondario, si può fare benissimo Ravenna, in quanto storicamente è la città di riferimento (e a me cesenate non turberebbe in alcun modo), oppure Forlì o Cesena in quanto più baricentriche, o perchè no -sull'esempio statunitense - fare un capoluogo di compromesso - tipo Bertinoro"il balcone della Romagna" con assessorati decentrati nelle città più importanti.
Io non sono leghista (anzi, di sinistra), ed una volta tanto che la Lega non si lancia in campagne xenofobe gliene va dato atto, se la cosa è giusta perchè non appoggiarla ?
Esiste in parlamento un progetto di legge per l'autonomia della Romagna targato Pini che spero venga votato, magari dopo una serena discussione e un accordo bipartisan. Altrimenti se si nega l'esercizio democratico dei cittadini ritengo sia giusto che venga votato a colpi di maggioranza.
Spero solo che quel progetto non venga tenuto in un cassetto solo per le elezioni per poi rinchiuderlo subito dopo.
La Romagna ha tutte le ragioni per pretendere l'autonomia negata, e i vantaggi sarebbero enormi per i suoi cittadini.
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stefano:
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Davide3:
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benpensante:
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ilpassatorscortese:
Onestamente bisogna riconoscere che ci son cose più urgenti e gravi a livello nazionale da fronteggiare.
O qualcuno dei Romagnolisti pensa che la Romagna non faccia parte dell'Italia?
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ilpassatorscortese:
E cioè, ci dite una volta per tutte, dove volete fare il capoluogo di regione?
Visto che tutti invocano il referendum popolare, allora auspichiamo che il quesito sia chiaro:
"Volete la costituzione della nuova regione Romagna con capoluogo a Ravenna?"
(ndr: A scelta Ravenna, indicata per essere stata capitale di un impero seppur in decadenza, potrebbe essere sostituita nel quesito referendario da Forlì per essere la prima in Italia per wellfare o da Rimini, capitale del turismo seppur di massa, e Cesena, per i suoi papi).
Credete che con un quesito siffatto, venga raggiunto facilmente un quorum accettabile di votanti, fuori dai confini della cittò indicata? Provate a far votare un forlivese, Ravenna, e viceversa! Quindi non metterete niente, alla faccia della democrazia invocata a priori...
E poi un'altra questione, su cui nessuno dà risposte concrete, è come verranno ripartite le tasse e i servizi.
Perchè oggi tutti dicono che l'Emilia è favorita rispetto alla Romagna, ma domani cosa succederà?
Ad esempio Forlì, se non sarà capoluogo e sede della regione, che c'avrà da guadagnare, quando a spartirsi i soldoni della borsa saranno per prime Ravenna (turismo, arte, industria alimentare) e Rimini (divertimentifici vari, veri o presunti), financo Cesena (indotto agroalimentare)?
E, tanto per essere chiari fino in fondo, Forlì che fra tutte è la più virtuosa sotto questo aspetto, dovrà pagare anche per quelle dove l'evasione fiscale è la regola?
Meditate
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mm77:
Egli dimentica di dire che in Emilia esistono 4 Università mentre in Romagna (territorio con più di 1 milione di abitanti) NESSUNA, ci dobbiamo accontentare delle succursali di Bologna,cosa che ha una ricaduta negativa sul reale sviluppo in quanto non si possono investire i finanziamenti se non raccogliendo le briciole bolognesi, che con la Romagna non centra nulla.
Sono elettore di sinistra ma non nascondo il mio imbarazzo nel vedere un partito che si dice "democratico" e dice di di difendere la Costituzione, poi in questo caso vieta il referendum contraddicendo l'art 132 della Costituzione. Fortunatamente a sinistra, e pure nel PD, ci sono tantissime persone - a differenza dei dirigenti, non tutti - che sono a favore della Regione Romagna ed un plauso va fatto a quegli amministratori che sfidano le direttive bolognesi dicendo liberamente come la pensano.




