Rifiuti Zero: Cesena studia lesperienza di Capannori
Rifiuti Zero: Cesena studia lesperienza di Capannori
Cesena vuole diventare una città "rifiuti zero" e per mettere in atto le strategie più adatte verso tale questo obiettivo l'Assessore all'ambiente Lia Montalti è andata a vedere come funziona l'esperienza avviata a Capannori, città della provincia di Lucca all'avanguardia su questi temi. Basti dire che Capannori è stato il primo Comune italiano ad aderire alla rete internazionale dei Rifiuti Zero, dal 2005 attua la raccolta 'porta a porta' che oggi raggiunge l'80% della popolazione, e oltre alla raccolta differenziata domiciliare, per ridurre la produzione di rifiuti, ha avviato undici progetti, che spaziano dal compostaggio domestico alla messa al bando di piatti o bicchieri di plastica dalle mense e dalle manifestazioni estive, dalla sperimentazione dei pannolini lavabili ecologici allo sviluppo della vendita di prodotti alla spina.
L'assessore Montalti e lo staff del settore Ambiente del Comune si sono recati nella città toscana in occasione del workshop internazionale svoltosi sabato scorso per presentare il Centro di Ricerca Zero Waste qui realizzato. Allo stesso tempo hanno potuto verificare direttamente la concretizzazione di alcuni progetti allo studio anche a Cesena, come ad esempio quello di dare maggior impulso alla vendita di prodotti sfusi e che, quindi, fanno a meno degli imballaggi. A Capannori, infatti, hanno visitato il primo punto vendita italiano dove si trovano solo prodotti alla spina e di filiera corta. Oltre 100 i prodotti proposti, dal vino all'olio, dalla farina alla pasta, dalle spezie ai detersivi, tutti acquistabili sfusi nelle quantità adeguate alle proprie esigenze e riutilizzando i contenitori.
Entusiasta della visita l'assessore Lia Montalti che dice: "Esperienze come quelle di Capannori possono fornirci spunti interessanti per sviluppare anche sul nostro territorio una strategia rifiuti zero. La grande sfida che ci si pone davanti è di lavorare come Amministrazione insieme alla città, alla grande e alla piccola distribuzione che in materia di sostenibilità possono essere equamente protagonisti, per mettere in piedi azioni concrete che possano portare ad una riduzione a monte del rifiuto, con azioni concrete come la sostituzione dei sacchetti di plastica con borse riutilizzabili o la diffusione in città di erogatori di prodotti sfusi liquidi e non solo".





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