Rimini: in provincia ormai 15 mila persone sono in grado di usare il defibrillatore
Rimini: in provincia ormai 15 mila persone sono in grado di usare il defibrillatore
RIMINI - Sono ormai circa 15mila le persone che, in provincia di Rimini, sono in grado ed abilitate ad eseguire soccorsi a soggetti in arresto cardiorespiratorio, anche utilizzando i defibrillatori semiautomatici (Dae). Un piccolo esercito, votato alla sicurezza degli altri. Allo stesso modo, più di un terzo della spiaggia riminese è "coperta" con gli apparecchi, collocati presso gli stabilimenti balneari o le postazioni dei marinai di salvataggio, e la diffusione sta continuando anche presso vari luoghi pubblici, scuole, palestre, impianti sportivi.
E' emerso stamane nell'ambito della XXIII edizione di "Riminicuore D", l'annuale kermesse in cui ci si confronta rispetto allo stato dell'arte in questo importante ambito. Kermesse dalla quale è parimenti emerso che gli sforzi devono però essere ancora forti, in particolare per gli impianti sportivi.
I lavori sono stati aperti dal Direttore Generale dell'Azienda USL Marcello Tonini, il quale ha ha ringraziato le associazioni che sostengono la Cardiologia riminese "una nostra vera eccellenza", ed i volontari che, formandosi, aiutano a rafforzare la "rete della sopravvivenza". L'importanza di fare sensibilizzazione all'interno delle scuole è stata sottolineata da Damiano Mongello, per l'associazione Ascor, che proprio alle scuole ha recentemente donato alcuni Dae. Mentre il presidente della Commissione "Politiche per la salute e Politiche sociali" dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna, Roberto Piva, ha sottolineato l'impegno in questo settore della Regione.
L'assessore allo Sport del Comune di Rimini Donatella Turci ha ricordato l'impegno dell'Ente nella distribuzione degli apparecchi sul territorio: "Di qui a breve - ha annunciato - ne sarà installato uno anche al campo da rugby".
Dalle relazioni mediche, a partire da quella del dottor Giancarlo Piovaccari (direttore del Dipartimento Malattie Cardiovascolari dell'A.USL di Rimini), è emerso come il rischio maggiore di problemi cardiorespiratori in ambito sportivo, si ha soprattutto nell'ambito degli allenamenti e delle competizioni di più basso livello. Il dottor Piovaccari ha altresì messo in guardia rispetto ai rischi del doping, che aumentano enormemente il pericolo di arresto cardiorespiratorio.





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