Rubicone, calzaturiero a rischio. Bartolini (PdL): "Evitare un'altra divanopoli"
Rubicone, calzaturiero a rischio. Bartolini (PdL): "Evitare un'altra divanopoli"
"Intervenire energeticamente prima che sia troppo tardi, prima che il distretto calzaturiero del Rubicone si trasformi in una "scarpopoli", bisogna evitare ciò che è successo a Forlì nel comparto del mobile imbottito". E' quanto chiede e propone il consigliere regionale del PdL, Luca Bartolini. Nelle ultime settimane le operazioni delle forze dell'ordine hanno portato alla luce episodi di lavoro nero e immigrazione clandestina, fenomeni strettamente legati tra loro. "Dal mondo istituzionale deve arrivare una risposta forte".
"Come hanno avuto modo di sottolineare alcune associazioni di categoria - evidenzia l'esponente del Pdl - di tavoli campati in aria ce ne sono anche troppi. Allora che si crei un tavolo operativo a tutela del distretto calzaturiero. La Regione dovrebbe far sentire il proprio peso e la propria influenza politica in questo campo e dovrebbe farsi promotrice di un'iniziativa simile: un tavolo che riunisca rappresentati del settore, istituzioni, forze dell'ordine e organismi deputati al controllo dei luoghi di lavoro per mettere in campo una strategia, cioè una somma di azioni concrete e praticabili, per debellare l'abusivismo presente nel settore".
"Le aziende sane - sottolinea Luca Bartolini - devono avere la garanzia di poter competere in un mercato pulito e non drogato da imprese che si avvalgono del lavoro nero, che impiegano clandestini e che non applicano contratti. La legalità deve essere perseguita con forza". La difesa del distretto calzaturiero dovrebbe stare a cuore a tutta la politica. Stiamo parlando di circa 120 aziende di calzature con oltre 2300 addetti e circa 130 aziende di componentistica con otre 1200 operatori".
Grandi e piccole imprese che nel basso Rubicone contribuiscono a produrre ogni anno oltre 15 milioni di paia di scarpe, per lo più esportate. "Le capacità di queste imprese sono sotto gli occhi di tutti - spiega Bartolini - hanno saputo affermarsi nel mondo grazie allo stile e alla qualità. E proprio perché le calzature prodotte sono di una fascia alta e di lusso, ecco che la battaglia contro la concorrenza sleale, in particolare quella asiatica, può essere vinta se affrontata per tempo. E il tempo di agire è arrivato. Gli enti locali da soli possono fare poco, questo è vero, ma è altrettanto vero che le forze di polizia lo cale, come la municipale e la provinciale, hanno delle competenze anche per ciò che concerne il lavoro e l'immigrazione clandestina. Se solo si volesse si potrebbero disporre controlli più stringenti e stanare chi vuol fare il furbo".
R: Rubicone, calzaturiero a rischio. Bartolini (PdL): "Evitare un'altra divanopoli"
samigidi2:
che non trovando altri modi di stare sul mercato appaltano il lavoro a terzisti ben consapevoli che questi ultimi lo sub-appalteranno a laboratori (per lo più cinesi ) che operano al di fuori di qualsiasi norma mettendo in ginocchio chi le regole le rispetta e privando di qualsiasi valore aggiunto il cosiddetto "Made in Italy" (Made in Chitaly). Il secondo elemnento è naturalmente il tollerare che queste realtà esistano sul nostro territorio, all'interno delle zone industriali. Tutta questa situazione, inoltre, ha come effetto secodnario (non per importanza) il contribuire alla crescita della presenza della mafia cinese nelle nostre città, guardatevi attorno e vedrete quanti esercizi commerciali hanno cambiato proprietà ultimamente e provate a scoprire chi li ha comprati, io posso dirvi anche come sono statri pagati: in contanti!! Fatevi qualche domanda! PRATO SIAMO ARRIVATI!!!



