Scuola, il governo "assolve" il direttore regionale Limina: "Nessuna lesione della libertà"
Scuola, il governo "assolve" il direttore regionale Limina: "Nessuna lesione della libertà"
Bologna - Il Governo sta con Marcello Limina. Il direttore dell'Ufficio scolastico dell'Emilia-Romagna, finito nel mirino di sindacati e associazioni della scuola, ma pure del centrosinistra (il Pd ha depositato un'interrogazione in Parlamento per chiederne la 'rimozione') per la circolare ribattezzata 'bavaglio', nel suo "riferimento alle norme che disciplinano il rapporto di lavoro del personale della scuola, e del pubblico impiego in generale, non lede in alcun modo il principio dell'autonomia scolastica e della liberta' d'insegnamento".
La promozione all'operato del numero uno dell'Usr arriva da Giuseppe Pizza, sottosegretario all'Istruzione, che ha risposto, giovedì pomeriggio alla Camera, all'interpellanza urgente del deputato bolognese del Pdl Fabio Garagnani. Soprattutto, ha ammonito Pizza, "la scuola non e' la sede per lo svolgimento di attivita' politica da parte del personale delle istituzioni scolastiche, che deve operare nel rispetto degli ordinamenti, assicurando il buon andamento e l'imparzialita' del servizio scolastico".
Ma il sottosegretario non si e' limitato a difendere Limina. "Le polemiche scaturite dalla divulgazione della nota riservata del direttore regionale hanno assunto un carattere strumentale ed improprio, determinando commenti, manifestazioni e prese di posizione, specie a mezzo stampa, del tutto sproporzionate rispetto al merito della questione", ha infatti sentenziato Pizza.
Una risposta dettagliatissima, quella del sottosegretario Pizza. Che premette: "Il personale delle istituzioni scolastiche, nello svolgimento dei compiti ad esso attribuiti dalle norme vigenti, e' tenuto ad osservare leggi e regolamenti e le conseguenti indicazioni ministeriali, ferme restando la liberta' di insegnamento e la liberta' di espressione del pensiero e del diritto di critica che vanno esercitate,
pero', nelle circostanze e forme consentite".
Dopo aver precisato che la nota incriminata aveva "carattere riservato" ed era "rivolta unicamente ai dirigenti degli uffici di ambito territoriale", il rappresentante del Governo, precisa ancora: "Il direttore regionale per l'Emilia Romagna ha inteso ricordare, con il riferimento giuridico, la comune appartenenza ad un'amministrazione e la necessita', etica prima ancora che giuridica, di non sentirsi parte altra rispetto ad essa, ma sua componente, impegnata al perseguimento dei fini istituzionali e all'osservanza delle norme di lealta' nei confronti dell'amministrazione stessa". Insomma, Pizza mette in chiaro: la lealta' alle istituzioni non si tocca.
Del resto, rammenta poi il sottosegretario, e' stato lo stesso Limina a sottolineare che la nota "nasce dall'intento di assicurare un dialogo costante con le scuole, al fine di meglio conoscerne le problematiche e di garantire una circolazione ampia e corretta delle informazioni". In quest'ottica, "il direttore regionale ha ritenuto opportuno fornire indicazioni esclusivamente agli uffici scolastici provinciali, utili per riportare il circuito della comunicazione con il personale scolastico entro canali funzionali al miglioramento del dialogo, e al contempo corretti sotto il profilo normativo
Pizza ha infine fatto il punto sulle norme per garantire la lealta' allo Stato e l'imparzialita' di insegnanti e di chi opera nell'ambito della scuola (nell'interpellanza Garagnani chiedeva anche l'istituzione di codice deontologico per docenti e dirigenti scolastici, accanto ad un sistema sanzionatorio per gli "infedeli"). Non solo, spiega Pizza, "il dovere di imparzialita' e' gia' espressamente sancito nel codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche
amministrazioni, allegato al vigente contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola". (Dire)
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pm:
Vi ricorda qualcosa?
Povera Italia, come siamo caduti in basso!
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ilmatterello:




