Sperimentazione di farmaci sui morti, il medico forlivese Naccarella a processo
Sperimentazione di farmaci sui morti, il medico forlivese Naccarella a processo
BOLOGNA - Questa volta il cardiologo Franco Naccarella, 59enne forlivese, e' accusato di aver falsificato una serie di documenti e schede relative a una sperimentazione di farmaci portata avanti per conto di una Fondazione onlus per la lotta alle malattie cardiovascolari: il medico asseriva di averle fatte, ma alcuni dei pazienti su cui avrebbe dovuto testare il farmaco in questione, erano morti da tempo. Mercoledì è iniziato il processo.
La prima udienza del processo, che lo vede imputato di falso materiale e ideologico, si doveva tenere mercoledì, ma e' stata rinviata a causa dello sciopero degli avvocati. L'inchiesta, condotta dal pm Antonello Gustapane, e' stata portata avanti dai Carabinieri del Nas: parti' da una segnalazione dell'Ausl (che aveva in essere una convenzione con la Fondazione onlus e aveva autorizzato Naccarella a eseguire le sperimentazioni) accorgendosi che alcuni dei pazienti interessati (quattro) erano morti. Eppure, Naccarella aveva fatto avere all'azienda sanitaria schede e documenti attestanti visite cardiologiche ed elettrocardiogrammi eseguiti su queste persone.
Di qui l'accusa di falso. Nel processo sono persone offese il ministero della salute, l'Ausl di Bologna e la Fondazione onlus (che ha sede a Firenze). Naccarella, nato a Forlì, ma da sempre operante come medico a Bologna non e' nuovo alle aule di Tribunale: alla fine del 2008 il pm Gustapane ha chiesto per lui il rinvio a giudizio accusandolo di aver truffato il Servizio sanitario nazionale per 205.000 euro (il cardiologo e' stato prosciolto in udienza preliminare dal gup Pasquale Gianniti ma la Procura ha presentato appello in Cassazione) e presto potrebbe finire imputato di tentato omicidio per la vicenda della tentata eutanasia, risalente al 2004, che fu messa in atto, nei confronti di uno zio 71enne di Naccarella, in una clinica privata a Bologna.
Il tentativo falli' perche' il macchinario a cui l'uomo era collegato suono' e gli infermieri intervennero immediatamente. Per questa vicenda, in un primo tempo, fu accusata di tentato omicidio l'anziana madre del cardiologo (sorella del 71enne), mentre al medico fu contestato solo il concorso morale. Le cose, pero', presto potrebbero cambiare, dal momento che il gup (anche in questo caso Gianniti), in novembre, ha rigettato questa ricostruzione accusatoria e rinviato gli atti alla Procura. Sono finiti sul tavolo del pm Lorenzo Gestri (che ha ereditato l'inchiesta dal pm Luigi Persico), che a breve dovrebbe chiudere l'istruttoria e riformulare una nuova conclusione.




