Sviluppo sostenibile, la Data Valley si rafforza: via alla collaborazione col Giappone

Terminata la missione nel Paese del Sol Levante. Progetti comuni anche con Tsukuba e Keihanna Science City, l'Artificial Intelligence Research Center di Tokyo, l'Associazione nipponica di imprese ad alto contenuto di ricerca (Irda)

Ricerca e nuove conoscenze al servizio delle persone. Con Big data e intelligenza artificiale applicati a mobilità, salute e servizi per i cittadini; automazione e digitalizzazione industriale; sviluppo sostenibile, energie rinnovabili, economia circolare, scienze della vita. L’Emilia-Romagna rafforza il suo ruolo di Data Valley nazionale, con la Regione che rafforza la sua rete internazionale aggiungendo il Giappone. Con la Prefettura di Ibaraki e l’Università di Tsukuba - ateneo al centro di un distretto che conta  60 istituti di ricerca e 3 mila studenti e ricercatori da 90 paesi - stringe infatti un accordo per promuovere progetti comuni in settori strategici, per una scienza che metta al centro i bisogni della collettività e dei territori.

E’ uno dei risultati della missione nel Paese del Sol Levante dell’assessore al Coordinamento delle politiche europee, università e ricerca, Patrizio Bianchi, dal 19 al 22 agosto. Una nuova tappa per strutturare il posizionamento globale della Regione Emilia-Romagna. A poche settimane dalla sottoscrizione - nel giugno scorso a Bologna - della dichiarazione “Regions for global sustainable development”, con le Regioni partner di quattro continenti, tra le aree più innovative del Pianeta: la Provincia sudafricana del Gauteng, la Provincia cinese del Guangdong, gli Stati americani della Pennsylvania e della California, la Regione francese della Nouvelle Aquitaine e il Land tedesco dell’Assia.  E a otto mesi dall’entrata  in vigore (gennaio 2019) del Jefta, l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Giappone che apre nuove importanti opportunità  per il sistema imprenditoriale, in particolare quello ad alto contenuto tecnologico.

“Una collaborazione, quella con la prefettura di Ibaraki e l’Università di Tsukuba - sottolinea l’assessore Patrizio Bianchi – in grado di sviluppare nuove aree di ricerca, master e dottorati congiunti, oltre a progetti per imprese interessate a sviluppare relazioni in ambito internazionale e in grado di coinvolgere diversi attori del sistema Italia. Un percorso avviato che consentirà alla nostra Regione e all’Italia di giocare un ruolo sempre più importante a livello internazionale. Grazie anche alle ultime importanti acquisizioni, dal supercomputer Leonardo al Data center del Centro Meteo Europeo, Bologna e l’Emilia-Romagna sono sempre più  punto  di riferimento a livello nazionale ed europeo nel settore del calcolo ad alte prestazioni esnodo internazionale del sistema della conoscenza”.

L’accordo con la Prefettura di Ibaraki. L’Università di Tsukuba a Research to Business

L’accordo con la Prefettura di Ibaraki, al centro dell’incontro tra l’assessore Patrizio Bianchi e il governatore Kazuhiko Oigawa, permetterà di sviluppare attività di ricerca nei territori dove saranno ospitate molte manifestazioni dei prossimi giochi olimpici del 2020. Un’intesa che verrà formalizzata nei prossimi mesi, relativa a una realtà di 4 milioni di abitanti, ad alto tasso di sviluppo e innovazione e che si va affermando come una delle aree più attrattive del Paese del Sol Levante nel campo dell’industria e della ricerca. Un territorio con cui la Regione Emilia-Romagna ha rapporti dal 1986. Forte interesse a collaborare con le Università emiliano-romagnole e a partecipare quale ospite d’onore alla prossima edizione di Research to Business è stato espresso da Caroline Benton, vice presidente dell’Università di Tsukuba, particolarmente impegnata proprio nella ricerca sui  Big data, l’intelligenza artificiale, l’ambiente e la nuova industria. L’ importante ateneo giapponese  rappresenta una delle realtà di punta della Tsukuba Science City: una vera e propria  città della  scienza  che conta  60 istituti di ricerca nazionali, 250 strutture di ricerca private,  220 mila abitanti con circa 3mila studenti e ricercatori provenienti da ben 90 paesi.   Collaborazioni che potranno essere estese al mondo delle imprese anche grazie a IRDA, l’associazione nipponica di imprese ad alto contenuto di ricerca, che ha espresso grande interesse per la Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna e il sistema di laboratori e centri di formazione dei Cluster.

Le nuove frontiere delle scienze della vita: gli incontri a Keihanna Science City a Kyoto

Le prospettive della medicina personalizzata e degli studi sull’ invecchiamento della popolazione sono stati affrontati con i rappresentanti dell’Advanced Telecommunication Research Institute  (ATR), all'interno di Keihanna Science City a Kyoto, un’altra  realtà di primo piano  in Giappone forte di oltre 140 strutture di ricerca nei settori delle scienze della vita e in campo culturale. Una collaborazione quella con l’ATR, impegnato nella ricerca avanzata sull'intelligenza artificiale applicata alle reti neurali e alla medicina, che potrà essere affiancata da quella con l'Università e la Prefettura di Kyoto, non solo nell’ambito della ricerca medica, ma anche in quello culturale. A ottobre infatti sarà in Italia e a Bologna il vice presidente dell'Assemblea della Prefettura di Kyoto, Shinji Ninoyu.

Tra gli incontri di Bianchi quello con l’ambasciatore italiano in Giappone, Giorgio Starace, anche in vista del forum tecnologico Italia-Giappone previsto per il prossimo anno e con Yoshiki Seo,  direttore della ricerca dell’Artificial Intelligence Research Center di Tokyo, che con i suoi 580 ricercatori è  uno dei tre centri più importanti del paese sull'intelligenza artificiale applicata a industria,  mobilità, scienze della vita e climatologia. Bianchi ha anche visitato  la sede giapponese della IBM,  sempre nella capitale, e incontrato Norishigo Morimoto, vice presidente Ricerca e sviluppo.

Big data, meteo e clima, industria 4.0, sanità: l’Emilia-Romagna hub europeo della conoscenza

Emilia-Romagna cuore europeo dei sistemi di supercalcolo e dei Big data. Driver per il Paese nell’affrontare alcune delle grandi sfide del nostro tempo: cambiamento climatico, medicina personalizzata e predittiva; sviluppo di nuovi  materiali,  gestione della mobilità e della logistica. Grazie agli investimenti della Regione nel Tecnopolo di Bologna, ma grazie anche al lavoro di squadra con le Istituzioni nazionali e locali,  le università e il mondo della ricerca. Ultima importante acquisizione in ordine di tempo Leonardo, il nuovo supercomputer  da 120 milioni di euro, progetto candidato dal Cineca per l’assegnazione dei supercomputer dell'EuroHPC Joint Undertaking, l'impresa comune europea a supporto di progetti e infrastrutture per il calcolo ad alte prestazioni.
L’Emilia-Romagna, dove già oggi si concentra il 70% della capacità di calcolo e di storage nazionale, con migliaia di ricercatori coinvolti, passerà dalla 19^ alla 5^ posizione nella classifica mondiale, diventando di fatto la Data Valley europea. 

Leonardo si affiancherà al Data Center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, che da Reading in Inghilterra si trasferirà nel capoluogo regionale, grazie al valore del progetto avanzato dalla Regione e sostenuto dal Governo italiano che lo ha candidato in sede europea per un investimento di 52 milioni di euro, facendo del Tecnopolo una delle più grandi concentrazioni europee di infrastrutture di ricerca per il supercalcolo. Ancora a Bologna troveranno sede l’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia  ‘ItaliaMeteo’; il Centro di competenze Industria 4.0,  le biobanche dell’Istituto Rizzoli, centro mondiale della ricerca sulle protesi ossee, sui materiali biocompatibili, sui sensori e sulle connessioni neurali, oltre ad Arpae Emilia-Romagna, Enea, e piccole e grandi imprese. Un lavoro coronato dall’approvazione a giugno scorso della legge regionale che dà il via all’istituzione della “Fondazione Big Data for Human Development”: grandi istituzioni scientifiche regionali, nazionali, internazionali e imprese  insieme per attrarre talenti e  investimenti pubblici e privati sulle nuove tecnologie.

Il testo di legge autorizza la Regione a partecipare all’associazione “Rete Nereus”, la Rete europea delle regioni che usano le tecnologie spaziali. Adesione importante a seguito dell’assegnazione a Bologna anche della futura direzione e sede amministrativa del CTA (Cherenkov Telescope Array), il più grande osservatorio per raggi gamma al mondo, con una rete di 118 telescopi per studiare l’Universo. Un progetto internazionale che sarà istituito entro la fine del 2020 a Bologna sotto forma di un Consorzio europeo per le infrastrutture di ricerca (ERIC). “Abbiamo lavorato nell’interesse del Paese per mettere in collegamento la grande infrastruttura che l’Europa sta costruendo a Bologna con le più avanzate realtà del mondo fra cui si collocano certamente le città della scienza di Tzukuba e  Keihanna, anche in vista del forum tecnologico Italia Giappone del 2020. Un lavoro che consente nuove opportunità al sistema delle Università, della ricerca e delle imprese  collocando l’Italia in prima linea sulla nuova frontiera tecnologica dei big data e dell’intelligenza artificiale”, conclude l’assessore Patrizio Bianchi.

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