Terremoto in Emilia, Napolitano: “Sono qui per vedere e ascoltare”

"Sono qui per vedere e ascoltare". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, giunto a fine mattinata a Bologna, nella sede della Regione Emilia-Romagna

“Sono qui per vedere e ascoltare”. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, giunto a fine mattinata a Bologna, nella sede della Regione Emilia-Romagna, per un incontro con gli amministratori delle zone colpite dal sisma, per poi proseguire nel pomeriggio con una visita nei luoghi del terremoto, ha risposto con grande disponibilità alle richieste di attenzione di una parte del Paese, l'Emilia soprattutto, che giovedì, nelle parole dei suoi rappresentanti, vuole darsi da fare per ricominciare, ma che non può essere lasciata sola. Anche se, come ha ricordato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, “nessuno qui chiede assistenzialismo” e “non si pratica lo sport di passare di mano il cerino acceso”.

Davanti a sindaci, presidenti delle Province e delle Regioni colpite dal sisma (Errani, il governatore Zaia del Veneto, Formigoni della Lombardia), al presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Matteo Richetti, ai consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna e a molte altre autorità politiche, civili e religiose, presente anche il Cardinale di Bologna, Carlo Caffarra, nelle parole del presidente della Repubblica l’incoraggiamento e la rassicurazione che “lo Stato è qui”. Quello che è successo, ha detto Napolitano, “è qualcosa di molto grave per la pluralità e vastità delle dimensione che ha colpito al cuore un’ area di molteplici eccellenze, storiche, artistiche e religiose, per il grado di sviluppo economico e sociale e per i livelli di civismo e capacità della vita associata. Dobbiamo avere l’obiettivo di salvaguardia di tutto questo".

Con un pensiero alle “vittime, da piangere", che hanno pagato con la vita anche circostanze come l'essere schiacciati dalle mura del luogo dove si lavora, un fatto che ferisce... Napolitano ha poi segnalato la necessità di affrontare il rischio di regresso delle attività produttive: “Bisogna darsi da fare perchè riprenda l’attività nelle condizioni essenziali di sicurezza”. Con il decreto giunto alla sua firma alle 8.30 di ieri sera e siglato dal presidente “a occhi chiusi”, secondo Napolitano “è stata trovata una soluzione accorta”, rispondente alle esigenze poste al presidente del Consiglio, Monti, nel corso della sua precedente visita. E proprio per agevolare la ripresa dell'economia locale, nel decreto ci sarà anche la possibilità "di dichiarazioni di agibilità temporanea, in attesa della messa in sicurezza definitiva degli impianti", ha sottolineato Napolitano, che ha chiesto anche "un piano nazionale contro il rischio sismico".

Il capo dello Stato ha infine lodato “la laboriosità, lo slancio produttivo e la capacità di lavorare insieme” che esprimono le caratteristiche delle “belli genti” dell’area colpita dal terremoto. "Finiranno le scosse - ha detto - e bisogna reagire con sangue freddo e autocontrollo per saper superare questo momento, come ne abbiamo superati altri". E all’appello rivolto dalla presidente della Provincia di Ferrara, Marcella Zappaterra, che pur rivendicando con orgoglio la voglia di ricostruire ha ammesso “questa volta non siamo in grado di dire facciamo noi”, il presidente della Repubblica ha risposto: "Non ho mai ritenuto che voi poteste dire 'ci pensiamo noi'. Ci dobbiamo pensare noi". Lo spirito della ricostruzione, avverte il presidente, deve essere uno spirito di solidarietà, d'impegno condiviso, di corretta divisione dei compiti e definizione degli obiettivi. “Spero – ha concluso - di non dover tornare per la casa che brucia ancora, ma per vedere che grazie anche a voi la casa non brucia più”.

Nell’accogliere il presidente della Repubblica, il governatore Errani ha ammesso che “il colpo è stato pesante, così come il prezzo pagato”, e tuttavia “siamo in piedi”. Pensando alla ricostruzione, ha detto: “Ci vorrà tempo, ma non ci faremo affogare da questa esperienza, vogliamo uscirne migliori di prima". E in risposta alle parole di incoraggiamento del presidente Napolitano, “voglio assicurare – ha sostenuto - che la nostra tenacia sarà l’energia rinnovabile per tenere i riflettori sempre accesi”.

All’incontro sono intervenuti anche Franco Gabrielli, capo della Protezione civile nazionale, e, in rappresentanza delle aree delle tre province maggiormente colpite dal sisma, Alberto Silvestri, sindaco di San Felice Sul Panaro (Modena), Fabio Pigaiani, sindaco di Ficarolo (Rovigo), e Simona Maretti, sindaco di Moglia (Mantova).

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