Imprese attive in Emilia Romagna: il 2019 si chiude con una flessione

E’ quanto rileva Unioncamere Emilia-Romagna che ha elaborato i dati del Registro imprese delle Camere di commercio

Il 2019 si chiude con una flessione di 3.073 unità (-0,8 per cento) che è la più ampia degli ultimi cinque anni. La base imprenditoriale nazionale subisce una più lieve riduzione (-0,3 per cento). E’ quanto rileva Unioncamere Emilia-Romagna che ha elaborato i dati del Registro imprese delle Camere di commercio. Il calo più netto riguarda le imprese del commercio (-1.771), segue il settore agricoltura (-1.297), poi manifattura, trasporto e magazzinaggio, mentre è più lieve la diminuzione nelle costruzioni. Il complesso dei servizi è in leggera contrazione (-0,4 per cento), ma dal suo interno giungono gli unici segnali positivi, in particolare dall’immobiliare. Rallenta la crescita delle società di capitale (2.587 unità, +2,9 per cento), mentre è evidente il calo delle ditte individuali (-3.260) e delle società di persone (-2.217). A fine 2019 si registra una contrazione nella base imprenditoriale regionale.

Le imprese attive a fine anno erano 399.756, mai così poche, con una diminuzione pari a 3.073 unità, in percentuale -0,8 per cento rispetto alla fine del 2018. La perdita subìta dalla base imprenditoriale regionale è risultata più vasta rispetto a quella riferita al 2018 (-1.929 unità, -0,5 per cento), tanto da essere la più ampia degli ultimi cinque anni. Peraltro, la tendenza alla riduzione delle imprese attive prosegue ininterrotta dal 2009. A livello nazionale le imprese attive hanno subito una più lieve flessione (-0,3 per cento).

I settori di attività economica

La base imprenditoriale regionale si è ridotta in tutti macro settori, più rapidamente in agricoltura, in misura più contenuta nell’industria, solo leggermente nelle costruzioni e nell’aggregato dei servizi. In dettaglio, l’insieme del commercio all'ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli subisce un’ampia flessione (-1.771 unità, -2,0 per cento). Quella dell’agricoltura, silvicoltura e pesca si riduce di 1.297 unità (-2,3 per cento). L’industria perde 608 imprese, con una nuova lieve accelerazione della tendenza negativa (-1,4 per cento). Un ulteriore segno rosso è dato dalla perdita di 316 imprese del settore del trasporto e magazzinaggio (-2,3 per cento). Infine le imprese delle costruzioni perdono 265 unità (-0,4 per cento) ma la tendenza negativa continua a ridursi. Segnali positivi vengono solo dagli altri settori dei servizi, i principali giungono dalle imprese dell’immobiliare (302 unità, +1,1 per cento), quindi dall’aggregato del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi di supporto (+237 unità, +1,9 per cento) e infine dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+205 unità, +1,3 per cento).

Gli andamenti sono nettamente divergenti anche per le tipologie di forma giuridica delle imprese. Andamento negativo per le ditte individuali, scese di 3.260 unità (-1,4 per cento) e le società di persone (2.217 unità, -2,9 per cento), con una riduzione che è la più ampia degli ultimi dieci anni. Queste ultime risentono in negativo dell’attrattività della normativa sulle società a responsabilità limitata, che sostiene invece l’aumento tendenziale delle società di capitale (+2.587 unità, +2,9 per cento). Le imprese registrate in Emilia-Romagna sono risultate 451.976 a fine anno, 2.362 unità (-0,5 per cento) in meno rispetto al termine del 2018. A livello nazionale la tendenza ha condotto a un più lieve decremento dello 0,1 per cento delle imprese registrate.

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Iscrizioni e cessazioni

Nel complesso del 2019, rispetto all’anno precedente, le iscrizioni (25.414) sono solo minimamente aumentate, restando prossime al minimo degli ultimi dieci anni, mentre le cessazioni (27.907) sono rimaste sostanzialmente invariate, anch’esse al minimo dello scorso decennio. 

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