Imprese, quelle registrate tra Forlì-Cesena e Rimini sono quasi 100mila

Prosegue il miglioramento della dinamica demografica delle imprese della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, secondo i dati Infocamere-Movimprese sulla natalità e mortalità delle imprese nel secondo trimestre 2018

Secondo i dati diffusi da Movimprese – Infocamere, al 30 giugno 2018 nel sistema aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 99.767 localizzazioni registrate (sedi e unità locali), di cui 88.669 attive; le imprese registrate (sedi) ammontano a 81.966, di cui 71.470 attive. L’imprenditorialità si conferma diffusa: 98 imprese attive ogni 1.000 abitanti (91 imprese a livello regionale e 85 a livello nazionale). Nel periodo aprile-giugno 2018 nell’aggregato Romagna si sono verificate 1.182 iscrizioni e 858 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio) per un saldo di +324 unità; il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate risulta positivo, attestandosi al +0,40%, in linea col dato regionale (+0,45%) e di poco inferiore a quello nazionale (+0,51%).

Nel confronto con il 30/06/2017 si riscontra un lieve calo delle imprese attive pari allo 0,4% (-0,2% escludendo il settore agricolo), uguale alla variazione negativa regionale, mentre una sostanziale stabilità caratterizza l’Italia (+0,1%). Si assiste, comunque, al rallentamento della flessione delle imprese attive; le relative diminuzioni annue risultano infatti inferiori all’1%, sia alla fine del 1° semestre 2018 sia al termine dello stesso periodo del 2017 (-0,7%) e del 2016 (-0,4%), a differenza delle rispettive flessioni intercorse tra il 2013 e il 2015 (tra l’1% e il 2%). La dinamica è confermata anche a livello di iscrizioni e cessazioni, con un indice di natalità trimestrale (14,4 iscrizioni per mille imprese registrate) simile al dato regionale (14,3), anche se inferiore a quello nazionale (15,2).

Per quel che riguarda i settori economici, i principali risultano, nell’ordine: Commercio (24,0% sul totale delle imprese attive), in calo annuo dell’1,0%, Costruzioni (14,6%), anch’esso in calo dell’1,0%, Agricoltura (12,7%), in flessione dell’1,6%, Industria manifatturiera (8,6%), in flessione dell’1,1%, e Attività immobiliari (7,7%), in diminuzione dello 0,3%; in crescita, invece, le attività di Alloggio e ristorazione (10,5% sul totale), +0,4%, le Altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone: 4,6%), +0,9%, le Attività professionali e tecniche (3,4%), +1,7%, i Servizi alle imprese (2,8%), +5,0%, i Servizi finanziari (2,0%), +2,9%, e quelli informatici (1,9%), +4,2%.

Per quanto concerne la natura giuridica, più della metà delle imprese attive sono imprese individuali (55,8%), cui seguono le società di persone (23,6%) e le società di capitale (18,4%), quest’ultima unica forma giuridica in aumento (+3,3%).

“La dinamica demografica delle imprese reagisce al contesto generale in modo lento, anche nella fase di crescita. L’analisi dei dati del secondo trimestre, pertanto, consegna un quadro confortante, in progressivo miglioramento e conferma ancora una volta la caratterizzazione dinamica e articolata del nostro territorio orientato, seppure lentamente a una sempre maggiore strutturazione, come dimostra anche il costante aumento delle società di capitale. - Commenta Fabrizio Moretti, Presidente della Camera di commercio della Romagna - Per consolidare questi risultati è ancora più necessario l’impegno della Camera di commercio con iniziative che mirino a migliorare sia il contesto territoriale in cui le imprese operano, sia le caratteristiche del sistema imprenditoriale stesso. In questa direzione vanno le iniziative finalizzate a sostenere l’innovazione digitale nelle imprese, fattore determinante e ormai imprescindibile per la competitività e lo sviluppo del sistema imprenditoriale, come il bando “Vaucher Digitali I4.0”. Forte è l’impegno anche per le giovani generazioni, per sviluppare un’”educazione” alla cultura di impresa, attraverso il sostegno concreto a percorsi di alternanza scuola-lavoro, con un bando ad hoc che uscirà a breve e ricercando un dialogo continuo tra istituzioni, mondo della scuola e dell’impresa.”

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