Moda, numeri da Fashion Valley: l'Emilia-Romagna punta su un comparto da 30mila imprese

Il presidente Bonaccini: "Trasformazione tecnologica, innovazione e formazione di qualità gli asset per garantire crescita e competitività sui mercati globali di un settore produttivo strategico per l'economia regionale"

Un comparto che fra manifatturiero e terziario conta 30mila imprese e 142mila addetti, per oltre 4 miliardi di euro di export (il 13% di quello nazionale). E’ il settore moda in Emilia-Romagna, fra i pilastri del sistema economico emiliano-romagnolo insieme all’agroalimentare, al turismo e alla manifattura, sul quale la Regione punta per far nascere la Fashion Valley, progetto di valorizzazione territoriale attraverso i saperi di un mondo tutto da scoprire. “Oggi- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini- il nostro settore della moda, con le sue eccellenze, è in grado di fare rete tra marchi e imprese che si distribuiscono in tutto il territorio regionale, da Piacenza a Rimini. La Regione, per dare gambe al progetto della Fashion Valley – dopo Food Valley, Motor Valley e Wellness Valley, ormai affermati - sta lavorando per connettere queste realtà, favorendo la sempre maggiore competitività del settore, attraverso l’innovazione, le specializzazioni territoriali, la capacità di penetrare i mercati internazionali”.

Bonaccini partecipa alla conferenza “Moda 4.0, le sfide della filiera e il ruolo dell’Alta formazione", evento che inaugura ufficialmente il polo didattico, archivistico e di ricerca del settore moda, realizzato a Bologna nella zona industriale Roveri, dalla Fondazione fashion research Italy, presieduta da Alberto Masotti. Tra gli interventi anche quelli di Virginio Merola, sindaco di Bologna, Francesco Ubertini, rettore dell'Alma Mater, Alberto Vacchi, presidente di Confindustria Emilia Area Centro, Fabio Canali, direttore generale di Lectra Italia, Carlo Visani, presidente Tecla Group.

Il comparto in Emilia-Romagna conta più di 7.200 imprese per la parte manifatturiera (il 5,5% delle imprese regionali), circa 52 mila addetti (5,1%), un export di oltre 4 miliardi di euro ovvero il 12,7% delle esportazioni nazionali legate al settore. E se alla parte industriale si aggiunge la componente terziaria legata alla filiera della moda – con quasi 23 mila imprese che impiegano circa 90 mila addetti – si raggiungono quasi le 30 mila imprese e i 142mila addetti.

“Ricerca, trasformazione tecnologica e innovazione- aggiunge Bonaccini sottolineando l’importanza del progetto messo in campo dalla Fondazione fashion research Italy-, unita ad una formazione di qualità, sono asset che garantiscono crescita e competitività sui mercati globali di un comparto produttivo formato da tante piccole e medie imprese. Questo polo bolognese, con le sinergie che ha già attivato, a partire da quella con l’Università, rappresenta una eccellenza, straordinaria sintesi di come e quanto può ancora crescere il fashion made in Emilia-Romagna. Con il progetto Fashion Valley- prosegue- fin dall’inizio della legislatura abbiamo avviato un percorso di valorizzazione che passa non solo attraverso il prodotto, ma anche dalla conoscenza di tutto quello che c’è dietro la sua produzione: la storia, l’esperienza, le competenze di persone che insieme fanno un mondo di grandi conoscenze e creatività”.

Nei giorni scorsi è arrivato dal ministero dello Sviluppo economico il chiarimento - frutto di un’azione congiunta tra la Regione Emilia-Romagna e le associazioni, nazionali e regionali, di Cna, Confartigianato e Confindustria – che anche gli investimenti in ricerca e sviluppo del settore moda possono contare su strumenti incentivanti come il credito d’imposta. E gli investimenti legati all’ideazione e alla realizzazione di campionari per le nuove collezioni rappresentano un tassello fondamentale per partecipare da protagonisti a questa competizione internazionale.

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