Regione, in tre anni 228 lavoratori in pensione. Risparmi per oltre 12 milioni di euro

“Grazie a questa programmazione – spiega l’assessore regionale al Bilancio e Organizzazione Emma Petitti – potremo ottenere ulteriori riduzioni della spesa corrente per il personale"

Oltre 12,4 milioni di euro di risparmi entro il 2018. E’ l’effetto delle scelte approvate dalla Giunta regionale, che attua le norme per il pensionamento dei dipendenti previsti dal decreto legge n. 90 del 2014 “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari (cd decreto Madia). In dettaglio, entro il 2018, andranno in pensione complessivamente 228 lavoratori della Regione, 192 del comparto e 36 dirigenti.

Di questi, 56 per l’avvenuto raggiungimento del limite d’età per la pensione o per dimissioni volontarie, gli altri 172 in applicazione delle norme che prevedono la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro dei dipendenti, con un preavviso di almeno sei mesi, alla maturazione dei requisiti per la pensione anticipata previsti dalle “Disposizioni per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” (cd legge Fornero): nel 2015, 41 anni e 6 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini.

“Grazie a questa programmazione – spiega l’assessore regionale al Bilancio e Organizzazione Emma Petitti – potremo ottenere ulteriori riduzioni della spesa corrente per il personale, dare applicazione ai principi del ricambio generazionale all’interno della pubblica amministrazione e avere le carte in regola per andare avanti nel progetto di riassetto organizzativo della macchina amministrativa anche alla luce del ricollocamento del personale delle Province, di cui ci faremo carico come già detto. Con la delibera, inoltre, applichiamo le norme statali che ci consentono di non penalizzare dal punto di vista economico le persone che andranno via”.

Commenti (1)

  • Peccato che queste "genialate" per noi contribuenti non rappresentino alcun beneficio, anzi, fra due o tre anni, passato il clamore, si tradurranno in un aggravio di spesa, perchè, sicuramente, gli impiegati rimasti cominceranno a lamentarsi per la carenza di personale a giustificazione dell'inefficienza degli uffici. Per il resto, che li paghi la regione, o che li paghi l'Ente pensionistico, questa gente rimane sempre a carico della fiscalità generale, ovvero di noi cittadini contribuenti. Almeno, se continuassero a lavorare (?) si scongiurerebbe il pericolo di altre assunzioni.

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