Tfr in busta paga, Cisl: "Non basta dare soldi per rilanciare i consumi, bisogna dare lavoro"

Massimo Fossati, Segretario generale della Cisl Romagna, s'inserisce nel dibattito acceso dalla proposta del Presidente del Consiglio di destinare parte del Trattamento di Fine rapporto dei lavoratori in busta paga, come previsto dalla legge di stabilità

"L'idea di dare liquidità ai lavoratori per rilanciare i consumi può avere una sua logica, perché l'esigenza di rilanciare i consumi è un bisogno reale. Pensare però di “spendere” oggi quello che ci servirà domani' potrebbe essere un grave errore, perché non basta dare i soldi per rilanciare i consumi. Bisogna dare lavoro.  E il lavoro si crea se ci sono investimenti, buone infrastrutture, tanta formazione, poca burocrazia, una giustizia che funziona". Con queste parole Massimo Fossati, Segretario generale della Cisl Romagna, s'inserisce nel dibattito acceso dalla proposta del Presidente del Consiglio di destinare parte del Trattamento di Fine rapporto dei lavoratori in busta paga, come previsto dalla legge di stabilità.

"Da tempo - afferma Fossati - il Tfr è stato destinato a previdenza complementare, cioè ad alimentare quegli accantonamenti che servono per le pensioni dei giovani. Pensare, anche temporaneamente, di venir meno a questo progetto strategico la dice lunga sull'assenza di una 'vision' di lungo respiro, per collocare l'attenzione solo sul presente. Se poi come prevede l’attuale legge di stabilità ci sarà l’aumento della tassazione sul secondo pilastro (fondi pensione aperti o chiusi) dall’11,5 al 20 per cento, il danno verso i giovani sarà ancora più grave”.

"Non va dimenticato - prosegue il segretario generale della Cisl romagnola - che i giovani hanno percorsi lavorativi sempre più discontinui e con il sistema di calcolo contributivo l'importo delle loro future pensioni sarà fortemente decurtato. Se pensiamo a quanto sono insoddisfatti oggi i pensionati per le loro pensioni, (non possiamo dimenticare infatti che nel nostro territorio oltre il 55% delle pensioni sono al di sotto dei 500 euro),  possiamo immaginare quanto lo saranno i giovani domani. Renzi dice di avere a cuore i problemi dei giovani, ma così va esattamente nella direzione opposta. Infine se si vuole andare in questa direzione occorre prevedere che su questa parte della retribuzione differita vi sia una totale esenzione fiscale”.

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