Un ritmo a livello nazionale: crescita più lenta per le imprese straniere

Decelera la crescita della base imprenditoriale estera regionale, con un ritmo analogo a quello nazionale

Sono diventate 46.750 le imprese straniere, con un aumento del 2,5 per cento in un anno (+1.131 unità), in linea con il dato nazionale. Il trend riflette anche la lieve flessione della popolazione straniera residente in regione. Si affievolisce l’aumento delle ditte individuali (+578 unità), mentre la normativa favorevole alle società a responsabilità limitata semplificata continua a fare volare le società di capitale (+14,4 per cento). Trainano i servizi (+914 imprese, +3,9 per cento), in particolare commercio (+223), alloggio e ristorazione (+193), Forte l’aumento per altri servizi (+8,6 per cento), alla persona e di riparazione.

Decelera la crescita della base imprenditoriale estera regionale, con un ritmo analogo a quello nazionale. Al 30 settembre le imprese attive straniere salgono a quota 46.750 (l’11,5 per cento del totale) con un aumento annuale di 1.131 unità, (pari al +2,5 per cento). A livello nazionale la crescita delle imprese straniere risulta analoga (+2,5 per cento), e porta oltre quota 524 mila, pari al 10,2 per cento del totale. Questi sono i dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. La tendenza riflette anche la lieve flessione della popolazione straniera residente in regione (al primo gennaio 2017 pari a 529.337 persone, -0,8 per cento) per il secondo anno consecutivo, mentre gli stranieri residenti in Italia aumentano lievemente (+0,4 per cento). Le imprese straniere diminuiscono solo in Sicilia, Sardegna e Umbria. L’incremento è più rapido in Campania (+6,3 per cento). L’Emilia-Romagna è ottava per il dato di crescita che risulta superiore in Lombardia (+3,5, per cento) e più contenuto in Veneto (1,9 per cento).

Settori di attività economica. La tendenza domina in tutti i macro settori di attività economica. La crescita nei servizi (+914 imprese, +3,9 per cento), traina quella complessiva e origina soprattutto dall’aumento delle imprese del commercio (+223 unità, +1,9 per cento), dei servizi di alloggio e ristorazione (+193 unità, +4,6 per cento) e degli altri servizi (+146 unità, 8,6 per cento), per la persona e di riparazione. Accelera l’aumento della base imprenditoriale estera dell’industria (+2,9 per cento, +140 unità), mentre si accentua la flessione delle altre. Le imprese straniere nelle costruzioni crescono solo lievemente (+0,3 per cento, 43 unità).

La forma giuridica. Performance delle ditte individuali (+578 unità, +1,5 per cento), pari l’82,3 per cento delle imprese straniere, nonostante gli effetti della crisi passata e l’evoluzione demografica. Rapido l’aumento delle società di capitale (+538 unità, +14,4 per cento), sostenuto dall’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata che ha contribuito però alla lieve riduzione delle società di persone (-0,2 per cento). L’aumento di cooperative e consorzi è invece più contenuto (+5,1 per cento). 

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