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Forlì, inceneritore. I Verdi all'attacco: "Bulbi crede alle favole di Hera..."

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  • 13 maggio 2009 - 13.41 (Ultima Modifica: 13 maggio 2009)

La protesta dei Verdi contro Hera e Bulbi

FORLI' - "Purtroppo alla fine non c'è nessun bosco fatato, né principi azzurri, né casette di pan di zucchero, solo un nuovo inceneritore con i suoi fumi e un campo con povere file parallele di minuscoli e stentati arboscelli che avrebbero dovuto compensare le loro emissioni nocive in atmosfera. Hera ha raccontato la favola, e Bulbi, intenerito, l'ha ascoltata felice". E' ironico e quantomai pungente il commento dei Verdi di Forlì-Cesena sull'inceneritore di Hera.

 

"Bulbi sostiene che Hera, la poverina, ha tanti azionisti che non vogliono oneri per non ridurre troppo i propri guadagni" dicono gli esponenti del Sole che Ride.

 

"Veniamo ai fatti : con l' approvazione del progetto del nuovo inceneritore di HERA , in sede di autorizzazione VIA, l'Amministrazione Provinciale presieduta da Bulbi aveva imposto alcune azioni di mitigazione alla società, fra cui la piantumazione compensativa di otto ettari di bosco, le cui alberature poste a dimora dovevano compensare in parte gli effetti negativi delle maggiori emissioni di CO2 e degli altri inquinanti" proseguono i Verdi di Forlì-Cesena.

 

"HERA e Bulbi invece si sono raccontati una favola, forse pensando che potesse essere apprezzata da tutti, ma i cittadini possono vedere in che modo hanno operato, la prova e' sotto gli occhi di tutti : è sufficiente andare in via Costanzo II e guardare le minuscole piantine, alte pochi centimetri, che tutto possono essere eccettuato un bosco. Come se non bastasse, non pare proprio che la superficie interessata dalle piantine corrisponda agli 8 ettari di bosco previsti, si tratta di poche migliaia di metri quadri e gli 8 ettari sono ancora un obiettivo molto lontano così come sono lontanissime da essere un bosco quelle minuscole piantine".

 

"E' interessante sapere - proseguono - come la condizione espressa si è concretizzata, se è stato fatto un disciplinare, come avviene dovunque, nel quale sono fissate le caratteristiche, le dimensioni, il diametro dei tronchi, le specie, la densità delle piante da mettere a dimora e se è previsto un tempo per l'esecuzione dell'opera e anche un suo collaudo o per lo meno un certificato di buona esecuzione"

 

"Per esemplificare possiamo dire che con i fondi pubblici il Servizio Viabilità della Provincia ha realizzato per compensare le alberature abbattute sulla Bidentina a Magliano alcuni gruppi di alberature autoctone di dimensione fra i 3 e i 4 metri di altezza, costo cadauna € 100 in opera, le piantine di HERA costeranno fra acquisto e piantumazione 5/6 € l'una"

 

"Se il bosco era condizione necessaria per la realizzazione dell'inceneritore perché doveva servire ad arricchire di ossigeno l'aria inquinata che esso emette e a fissare quote di gas ad effetto serra - dicono ancora gli esponenti dei Verdi - allora è necessario sostenere che l'inceneritore potrà iniziare a bruciare solo quando in quei campi ci sarà un bel bosco cresciuto e maturo. Secondo i Verdi il pessimo operato della provincia ha provocato dei danni alla cittadinanza e un indebito vantaggio per Hera., lasciata operare come vuole, a vantaggio dei suoi azionisti. I verdi intendono vigilare anche nei confronti delle altre azioni compensative richieste, tra le quali i così detti mezzi ecologici di cui ancora non si sa nulla, mentre la provincia non sembra aver nulla da contestare nei confronti di quelle che consideriamo inadempienze".

 

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I Vostri Commenti

  • 19. Homer - 15/05/09 - 11.23

    Se un messaggio viene dato in forma sbagliata a mio avviso è più facile che la sostanza non venga nemmeno percepita.
    Fare azioni folcloristiche, e farlo come scelta consapevole, tende a banalizzare le proposte. Non a caso molti elettori vi percepiscono come quelli che dicono solo "no" e, da politico io mi impegnerei a capire il perchè modificando la mia comunicazione, non colpevolizzando gli elettori che, nella visione di Ronchi e Morelli, paiono non comprendere la vostra grandezza.
    Per quanto riguarda il Vaticano, capisco che risulti difficile complimentarsi per qualche risultato positivo, ma i dati dicono che è l'unico stato che produce l'energia che consuma (ed ha anche un innovativo progetto per la mobilità elettrica). Coerenza significa criticare quando è il momento ma anche saper riconoscere le cose positive.
    Come a Cesena dove il primo edificio passivo, il parcheggio CAPS, dotato di impianto fotovoltaico e geotermico, viene criticato dal vostro candidato per il semplice motivo che bisogna criticare.

    Su Hera, rimanendo il fatto (che voi evitate di commentare) che la raccolta a cassonetto costa meno del PAP , il problema resta che una spa fa gli interessi degli azionisti.

  • 18. sauroturroni - 14/05/09 - 14.22

    2 cose sole, caro Homer.
    la prima : purtroppo nella società della c.d. immagine è sempre più difficile fare arrivare ai cittadini i messaggi e l'unico sistema per chi non disponga di mezzi televisivi o simili è fare azioni simboliche che a volte possono entrare nella mente delle persone.
    puoi non condividere il mezzo usato e è una critica giusta. ma quello che vorrei sapere da te è se condividi l'obiettivo che quel messaggio, pur dato con un metodo che non apprezzi, si propone di mettere al centro dell'attenzione.
    la seconda : non è vero, purtroppo, che l'unico stato a zero emissioni sia il Vaticano. Purtroppo , ripetola sua radio con le sue fortissime onde elettromagnetiche provoca danni ai cittadini italiani tanto è vero che c'è stato anche un procedimento penale per questo e ci sono ancora contenziosi di vario genere.
    infine hai la bolletta più cara perchè chi dovrebbe controllare il servizio e i suoi costi non lo fa come dovrebbe, è c...e camicias con Hera e fa solo quello che essa gli consente di fare.
    cordialmente

  • 17. Homer - 14/05/09 - 14.01

    Prova a pensare perchè non si supera il 40% con il differenziato facoltativo ed invece si supera l'80% con il differenziato obbligatorio.
    E prova a non considerare il diverso impegno dei cittadini (da una parte impegno, dall'altra obbligo).
    Il materiale è lo stesso anche con la raccolta a cassonetto, quindi non cambiano i termini della vendita.

    L'unica cosa che cambia è che uno come me, che differenziava anche prima, oggi ha la bolletta più cara perchè con l'introduzione del sistema porta a porta i costi sono maggiori.
    La tariffa puntuale poi penalizzerebbe alcuni cittadini che non possono differenziare alcune cose (pannolini per esempio, sai quanti ne uso con due figli piccoli? e non mi dire di usare quelli lavabili perchè è come se ti chiedessi di rigirarti le mutande quando sono sporche).

    Tu sei libero di pensare come credi, io continuo a pensare che per incentivare un cambio di mentalità mettere la mascherina all'Icaro o picconare il parcheggio siano atteggiamenti che tendono a ridicolizzare le proposte.
    Vuoi essere innovativo? Perchè non tessi le lodi dell'unico stato a zero emissioni (trattasi dello Stato del Vaticano)?

  • 16. Alessandro Ronchi - 14/05/09 - 13.01

    Il pap costa meno perché c'è la vendita del materiale riciclato, che è di qualità.

    E' dimostrato, da studi indipendenti, che con i cassonetti non si supera il 40-45% di raccolta differenziata, indipendentemente dalla bravura dei cittadini.

    Con il porta a porta si supera l'80%.

    Se poi applicassimo, come proponiamo, la tariffa puntuale (si paga in base a quanto rifiuto non differenziato si consegna), possibile solo con il PAP, si otterrebbero 2 risultati:

    primo, chi fa più fatica ad arrivare alla fine del mese pagherebbe una bolletta meno cara (semplicemente perché ha meno rifiuti di chi invece spreca in abbondanza) e secondo otterremmo il vero risultato, che è la riduzione della produzione dei rifiuti.


    Probabilmente io sarò poco bravo a comunicare le mie idee. Non ne faccio una colpa alla cittadinanza, penso solo che le innovazioni abbiano bisogno di tempo per essere condivise.

    I conservatori hanno gioco facile, vogliono che nulla cambi.

    Chi invece propone qualche innovazione degli stili di vita, come i Verdi, fanno più fatica a far passare i loro messaggi.

    Dico che sei in malafede SE difendi i conti di Hera e non li valuti con un occhio attento ed indipendente. Non ti obbligo a pensarla come me, ma sono sicuro che se approfondirai il problema su questo tema mi/ci darai ragione.

    Lo hanno fatto in molti, anche se in ritardo di anni.

    Se avessimo sostenuto tutti queste cose 5 anni fa, oggi l'inceneritore non ci sarebbe. Perché Forlimpopoli butta oggi 135kg pro capite contro i 450 di Forlì (quindi 1/3 dello smaltimento necessario).

  • 15. Homer - 14/05/09 - 12.23

    Poichè non sono un azionista di Hera non ho alcun interesse da difendere. Ma dovresti piantarla con l'atteggiamentodi chi pensa che chi contesta le tue affermazioni è in malafede (o sei anche tu fautore dell'importanza del pensiero unico in questo paese?).
    Il fatto che nei conti tu calcoli anche il costo del lavoro che si crea è , ad esempio, fuorviante. Mi sai spiegare come possa una ditta che manda due operai con un camion nei centri di raccolta costare di più di un'altra ditta che manda dodici operai con sei camion in tutto un paese? C'entra forse il calcolo dei costi degli impianti?  Forse non mi esprimo abbastanza bene (comunque in italiano, credo), ma nessuno è sostenitore degli inceneritori. Solo che il PAP costa di più della raccolta a cassonetti se i cittadini si impegnano a farle con la stessa dedizione. Solo che tu non te la prendi con l'inerzia dei tuoi concittadini (la quota di differenziato di Forlì è davvero vergognosa), ma solo con Hera.

    Sulle valutazioni dell'importanza relativa del consenso per una forza politica ti consiglio di riflettere. Perchè se un politico non è in grado di far capire l'importanza di quello che sostiene forse non è capace. E si può anche ipotizzare che lasci a qualcun altro.
    Solo che anche qui tu te la prendi con i cittadini, colpevoli di non avervi sostenuto.Ma si sa, la colpa è sempre degli altri.

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