FORLI' - Si è svolta mercoledì sera la prima riunione della nuova assemblea territoriale del Partito democratico forlivese. La riunione, nei locali della Taverna Verde, è stata l'occasione per chiudere la stagione congressuale che ha visto coinvolti i 38 circoli. La serata si è aperta con l'elezione di Bruna Baravelli a presidente dell'assemblea territoriale, cui ha fatto seguito la proclamazione del nuovo segretario territoriale, Marco Di Maio, che succede ad Alessandro Castagnoli.
Di Maio, 26 anni, ha affrontato i principali temi dell'agenda politica locale, ma anche delineato la prospettiva che intende dare al partito nei prossimi anni. "Un Partito che ha l'ambizione di essere protagonista del proprio tempo, deve avere la capacità di essere nel nostro tempo - ha detto - : e deve essere consapevole che quella che stiamo vivendo è una delle fasi più difficili che la nostra società abbia mai attraversato. Deve essere in grado, pur operando in una dimensione locale come quella forlivese, di avere un occhio puntato alla dimensione globale, a quella nazionale ed internazionale".
Il segretario territoriale del Pd ha affrontato anche la questione giovanile, autentica emergenza nel nostro paese. "Occorre sbloccare un paese che per troppo
tempo ha preferito aggirare gli ostacoli anziché affrontarli. Va rimessa in moto una mobilità sociale che ridia fiducia ai giovani nel loro futuro, che è il futuro del paese; che sappia risvegliare le loro motivazioni e le loro aspirazioni, che non dia l'impressione che studiare e impegnarsi sia inutile perché il successo si può ottenere anche attraverso le scorciatoie; che cancelli quell'orribile convinzione per cui oggi puoi avere una chance di crescita solo se c'è qualcuno "che conta" che ti promuove".
"Occorre pensare ad un'azione politica che vada oltre i nostri confini -ha aggiunto Di Maio -, sollecitando e promuovendo iniziative con gli altri territori (a cominciare dalla vicina federazione di Cesena con cui dovremmo necessariamente stabilire un confronto frequente e diretto) puntando a costruire relazioni e programmi a livello romagnolo per dare vita ad un sistema integrato capace di accrescere le potenzialità del nostro territorio".
"La cultura è per noi un fattore di crescita e sviluppo, così come lo sono la scuola e la formazione - ha proseguito Di Maio -: per questo dobbiamo continuare ad essere territorio di eccellenza per le politiche educative e dobbiamo opporci contro le misure assunte dal governo su questo argomento. Un paese che decide di tagliare gli investimenti sulla scuola, di ridurne il personale, di mortificare i docenti è un paese che decide di non investire sulle proprie prospettive".