Il film della settimana: Be Kind Rewind

Il film della settimana: Be Kind Rewind

La locandina di"Be Kind Rewind", la nuova opera di Michel Gondry

Troppe volte dimentichiamo che il cinema è, come tutti i prodotti dell'uomo, fatto di materiali, utensili, tecnologie, insomma, dimentichiamo che dietro al risultato finale c'è una massa enorme di "cose" che servono alla sua realizzazione. Ciò non deve stupire, perché il cinema possiede proprio questo potere, quello di farci dimenticare cosa c'è attorno, trasportandoci per due ore in un universo parallelo, tanto più reale quanto più lo si ama. Ma le moderne tecnologie digitali stanno allontanando sempre di più lo spettatore dall'aspetto artigianale del cinema, rischiando di obliarlo per sempre.

 

"Be Kind Rewind", la nuova opera di Michel Gondry - in sala da venerdì 23 maggio - nasce proprio da questa nostalgia per il cinema di qualche decennio fa, quello di E.T., Labirint o La storia infinita, in cui gli effetti speciali non avevano ancora preso il sopravvento sugli attori, ma erano al servizio di questi. Erano anche gli anni delle videocassette, che si rovinavano dopo molte visioni e che, a volte, persino di smagnetizzavano, divenendo inservibili.

 

Da qui sorge l'idea base del film: Jerry (Jack Black), nel tentativo di sabotare la vicina centrale elettrica, perché convinto che gli stia causando dei danni al cervello, si magnetizza a sua volta, diventando uno smagnetizzatore ambulante di video tape. La cosa si rivela catastrofica quando Jerry entra nel negozio di home video del suo amico Mike, riversando involontariamente tutto il suo potere sulle videocassette, che si cancellano completamente. Per rimediare, lui e Mike cominceranno a rifare in casa i film più visti, con materiale di fortuna e personale riscrittura della sceneggiatura.

 

Con loro grande sorpresa, i film rifatti avranno un grande successo e tutto il quartiere verrà coinvolto nella nuova impresa. "Be Kind Rewind" rappresenta certamente un'evoluzione del cinema di Gondry, che per la prima volta si cimenta nella commedia. Tuttavia, si pone anche perfettamente in continuità con la poetica del regista, che ha come tema di base la memoria, sia nella veste sfuggevole del ricordo, che in quella materiale dell' "antiquariato", inteso in senso lato come oggetto che resta e si carica di un significato. In questo nuovo film i due elementi sono tanto intrecciati da risultare indistinguibili. Infatti, la videocassetta rappresenta sia il contenuto che il contenitore della memoria, cioè del passato del cinema, le storie di cui il cinema è fatto, e che non esisterebbero se prima non vi fosse l'oggetto che le incarna e le trasporta.

 

Questo rimanda a quanto detto in apertura. Gondry confeziona il suo personale omaggio affettivo al cinema partendo dalla materia grezza, dalla carne e dal sangue del cinema, in linea con quella suggestione per i materiali e l'autoproduzione che percorre tutto il suo linguaggio espressivo. Nel fare ciò, egli diventa fortemente meta-cinematografico, giocando non solo sulla sovrapposizione fra forma e sostanza, ma anche fra mezzo e contenuto, per richiamare l'attenzione sull'estrema complessità e fascino dell'esperienza cinematografica.

 

Giacomo Foglietta

Per la redazione di Xploitation

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