Il film: Tropa de Elite

Il film: Tropa de Elite

Il film: Tropa de Elite

Cinematograficamente parlando il Sud-America è sempre stato abbastanza bistrattato, almeno qui in Italia: fuori dai canali di distribuzione canonici, monopolizzati da produzioni americane e in parte, ma solo in parte, europee, il cinema dell'america latina non è riuscito a crearsi uno zoccolo duro di appassionati come invece hanno fatto cinematografie ‘altre' quali quelle asiatiche, africane o nord europee.

 

Qualcuno che, nonostante la latitanza dalle sale, sia disposto ad investire tempo e soldi per una passione, che riempia forum, festival ed inondi le case distributive italiane di email minacciose. Risultato: poco Sud-America nelle sale, poco Sud-America anche nelle nostre case. Quante occasioni, quante visioni sprecate: e non è certo necessario risalire a quali albori della storia del cinema per rammaricarsi di non aver potuto godere su grande schermo di tanti capolavori del cinema latino; è sufficiente citare qualche titolo, nel mucchio, di quelli che la distribuzione, italiana ma anche europea, si è lasciata sfuggire di recente.

 

Uno degli ultimi esempi in ordine cronologico è sicuramente "La Zona" di Rodrigo Plà, programmato prima con successo all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, poi distribuito nelle sale della penisola, male e con colpevole ritardo. Risultato: incassi risibili, subito smontato in luogo di qualcos'altro meglio pubblicizzato.

 

Ma in merito la vera sorpresa di questo 2008 è sicuramente la pellicola con cui Josè Padilha ha conquistato i giurati del Festival di Berlino portandosi a casa nientemeno che l'Orso d'Oro, non solo il premio più ambito dell'intera manifestazione, ma uno dei riconoscimenti cinematografici più importanti per rilevanza critica ed eco mediatica. Risultato dopo la vittoria?! Zero, o quasi. Di "Tropa de Elite - Gli squadroni della morte" si è parlato pochissimo sia dopo la "presa" di Berlino sia ora che sta per approdare a meritata distribuzione nelle sale italiane.

 

Peccato perché il film promette davvero bene: l'ennesima ricognizione brasiliana sulla corruzione di esercito e forze armate, sulla violenza, lo stress e la paura a cui queste sono costrette da una situazione sociale decisamente oltre il limite del sopportabile sembra essere l'ennesima conferma dell'importanza di trattare temi d'attualità per una cinematografia che ancora fatica ad elevare i suoi temi trasformandoli da "nazionali" ad "internazionali".

 

Con l'estate alle porte e le ultime cartucce ormai già sparate, leggi "Il divo", "Gomorra" e "Be Kind Rewind", la distribuzione italiana come ogni anno va a raschiare il fondo del barile: è un piacere scoprire che ogni tanto i nostri scarti siano in realtà le prime scelte per gli altri. Così insieme a qualche horror tappabuchi estivo possiamo godere di qualcosa che in un mese cinematografico più fiorente sarebbe forse finito nel dimenticatoio.

 

Michelangelo Pasini
Per la redazione di Xploitation

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