Nelle sale "Invincible" di Herzog

Nelle sale "Invincible" di Herzog

Nelle sale "Invincible" di Herzog

Da sempre il grande cineasta tedesco Werner Herzog è alla ricerca di qualcosa. Questo risulta da uno sguardo d'insieme alla sua lunga e ricca filmografia, che inizia alla fine degli anni sessanta per arrivare fino al 2006, anno di uscita nelle sale del suo ultimo lungo. È estremamente difficile dire "cosa" Herzog stia cercando, e forse è solamente affascinato dall'esercizio stesso della ricerca di qualcosa di impossibile, o meglio, di indescrivibile. Da questa ansia di infinito nasce un cinema interamente pervaso da un elemento primigenio: il mistero. Sia il deserto del Sahara di "Fata morgana", o la foresta amazzonica di tanti dei suoi film, come ad esempio "Fitzcarraldo", o ancora un'isola sperduta nell'Oceano Pacifico, questo mistero spesso si incarna nei luoghi.

 

Altre volte, ma sempre, del resto, in maniera complementare, sono gli uomini, i protagonisti, a diventare il veicolo dell'insondabile, tutti accomunati dal senso drammatico della sfida, di sé stessi prima ancora che del pericolo. Ma nel cinema di Herzog c'è molto di più, c'è quella elaborazione espressiva e insieme individuale che coglie il senso profondo del mistero in tutta la sua molteplicità di significati, divenendo mistica. In questa accezione, il cinema di Herzog è, prima di tutto, contemplazione timorosa della natura, sia umana che animale, in quanto regno della possibilità, e quindi anche dell'assurdo, del crudele, del feroce e dell'ingiusto, se letta con categorie razionali. Tutte tematiche che ritroviamo anche in "Invincible", in uscita questa settimana nelle sale.

 

Si tratta della trasposizione cinematografica della vera storia di un uomo semplice che, trasportato dal suo umile villaggio negli eccessi vertiginosi della Berlino degli anni ‘30, si crede un novello Sansone investito della missione di proteggere la sua gente. Zishe Breitbart é il figlio di un fabbro ebreo nato in Polonia che diviene un "caso" a Berlino, poiché é dotato di una forza sovraumana. Il suo datore di lavoro Hanussen, sogna di istituire un Ministero dell'Occulto che abbia pieni poteri nel governo di Hitler.

 

Mentre il potere di Hitler cresce di giorno in giorno e Berlino brucia nel fermento antisemita, Zishe, tormentato dagli incubi, si fa consigliare da un rabbino locale e si convince di essere stato scelto da Dio per metter in guardia il suo popolo dal pericolo in cui si trovano. Motivo d'interesse del film - oltre, naturalmente, alla regia sempre grandiosa di Herzog e ad un Tim Roth in grande spolvero - è la messa in scena della parte più oscura e bizzarra del Reich, quella che si dilettava con la filosofia ermetica e sognava di dominare il mondo attraverso il potere della perduta lancia di Longino. Anche questo nuovo film è impregnato delle suggestioni visive e, soprattutto, musicali di Herzog, che ha dichiarato di essersi ispirato al terzo concerto per pianoforte di Beethoven, dal quale ha tratto l'atmosfera decadente e allucinata.

 

 

Giacomo Foglietta

per Xploitation

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Lucrecia
    Lucrecia

    Come sempre interessantissime le recensioni, complimenti Xplotation!

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