Si amplia l'emergenza per l'inquinamento da cloruro di vinile monomero (Cvm), la pericolosa sostanza cancerogena scoperta nelle acque di falda superficiale nella zona di via Pandolfa, gia' all'origine di una ordinanza del sindaco Nadia Masini che vieta di attingere l'acqua da alcune decine di pozzi privati che arrivano circa a trenta metri di profondita'. Martedì da una riunione tecnica è emerso l'inquinamento dell'acqua anche nell'area adiacente, in direzione nord-est.
Non si tratta di pozzi utilizzati a scopo civile, ma appunto di pozzi piezometrici o piezometri, di fatto "pozzi-spia", in questo caso realizzati circa un anno fa per un'altra opera di bonifica. All'epoca il cloruro di vinile monomero non venne cercato in quanto non rientrava nei potenziali inquinanti di quell'opera di bonifica. Anche i valori delle concentrazioni della sostanza risulterebbero a
quanto pare dello stesso ordine di grandezza del dato quantificato a meta' settembre, nel piezometro del cantiere della tangenziale. Queste rilevazioni prima di tutto convalidano il dato originario e attestano che l'inquinamento ha viaggiato lungo la falda.
Questi due pozzi, infatti, sono "a valle" (rispetto agli spostamenti dell'acqua nel sottosuolo) di quello di via Pandolfa. I referti ufficiali devono ancora pervenire agli enti di controllo, ma gia' sulla scorta di questa novita', Arpa e Ausl pianificheranno nei prossimi giorni tutta una serie di nuovi campionamenti.
La riunione di questo pomeriggio ha anche avviato la procedura di bonifica, che in assenza di un responsabile individuato e' per ora a carico del Comune di Forli'. La procedura tecnica dovra' prima di tutto cercare di risalire all'inquinatore e delimitare con precisione l'area contaminata. Vi e' da sottolineare che l'acqua dell'acquedotto pubblico non e' interessata dal fenomeno, nonostante nell'area vi sia un campo pozzi che alimenta la rete forlivese, in quanto gli attingimenti in questo caso sono effettuati ad una profondita' di circa 150 metri.