FORLI' - Si chiude l'esperienza di "Promozione e turismo", il braccio commerciale dell'aeroporto di Forlì, che da mercoledì è stata ufficialmente messa in liquidazione. A deciderlo sono stati i soci, guidati dal Comune di Forlì (che era quello di maggioranza) e tra cui figurano anche Seaf, Setram, Camera di Commercio, Confindustria, Cna, Confargianato e i Comuni d Ravenna, Cervia e Cesenatico. Aride Missiroli è il commercialista scelto per gestire la liquidazione.
Seaf (società di gestione dello scalo forlivese) includerà al suo interno tutte le attività commerciali che erano seguite da Promozione e Turismo, alla cui presidenza era stato nominato l'ex sindaco di Castrocaro, Maurizio Fussi, come successore di Raffaele Schiavo
(ex capo della ragioneria del Comune di Forlì).
L'ex sindaco di Forlì, Franco Rusticali, oggi presidente di Seaf, ha spiegato che i soci della società commerciale hanno rifiutato l'ipotesi di costituire una società analoga a "Promozione e turismo" sotto altra forma, con altre funzioni e con costi differenti.
Il piano da 102 milioni di euro di investimenti presentato martedì in Provincia, mercoledì è stato illustrato in commissione comunale, dove sono fioccate le criticità. "E' un libro dei sogni- dice Lauro Biondi (Pri), un investimento di 40-50 milioni di euro non lo farebbe nessuno in questo periodo". "Piu' che un colpo d'ali questo e' un colpo e basta: questo business plan e' fantascientifico", attacca Paolo Farneti (Fi-Pdl). Sottolinea un altro aspetto Alessandro Ronchi (Verdi): "Se il privato entrasse col 60%, e' difficile pensare che l'ente pubblico sara' in grado di governare l'aeroporto".