Superate le primarie, ora il nuovo fronte di polemica all'interno del Pd a Forlì si chiama lista alternativa. Sarebbe, infatti, al vaglio di un gruppo di dirigenti dei democratici, attribuili in parte agli ex Ds ed in parte ad ex esponenti della Margherita, la costituzione di una seconda lista alle elezioni amministrative. Con lo scopo di far ‘pesare' la propria presenza sullo scacchiere del programma e soprattutto degli uomini che accompagneranno il candidato sindaco Roberto Balzani.
E' un'ipotesi che non viene smentita dal segretario territoriale, Alessandro Castagnoli, che interpellato si limita a spiegare che il 12 gennaio sarà la direzione territoriale del partito ad affrontare, eventualmente, la questione. "Di certo prima del 6 gennaio non avrò elementi sufficienti per valutare la situazione", spiega Castagnoli.
Non piace l'idea di lista alternativa a Liviana Zanetti, assessore in Comune e candidata al Senato non eletta alle ultime politiche (sostenitrice di Masini): "Sono all'interno di un partito che ho voluto e che accompagnero' anche nelle criticita'".
Sulle primarie la sua idea e' netta: "I regolamenti idealmente sono sempre perfetti, ma nella realta' ci puo' portare a degli autogol clamorosi". Per Zanetti,
il nodo delle primarie per la riconferma del secondo mandato "e' ora al vaglio della direzione nazionale, la discussione e' stata avviata".
Anzi, per Zanetti, all'ultima direzione nazionale del Pd del 19 dicembre "si e' parlato molto del caso di Forli'". Esclude una lista alternativa a quella di Balzani? "Non escludo niente- replica Zanetti-, ma spero che il candidato vincente abbia il buon senso e la capacita' di dialogo per unire il partito". Per l'assessore ex-Margherita, "Balzani e' un personaggio stimabilissimo, intelligente e colto, scegliera' un percorso condiviso".
Contrario anche Giuliano Pedulli, per oltre un decennio segretario dei Ds ed ex deputato. "E' un'idea sbagliata- commenta Pedulli- Balzani deve essere il candidato di tutto il Pd, anche se c'e' da lavorare molto". Ma il problema, per Pedulli e' il principio "secondo cui il Pd non puo' andare diviso al suo interno alle elezioni". Pedulli il "modello Santa Sofia" se lo ricorda bene, visto che era segretario di federazione e si trovo' a gestirlo.
"Ma li' la situazione era diversa: il centro-destra di fatto non esiste a Santa Sofia, mentre a Forli' se si va al ballottaggio sia chiaro che non sara' tra due eventuali candidati del centro-sinistra", avverte Pedulli. Infine, per l'ex deputato "bisogna accettare il risultato delle primarie, e' il principio che conta". Altrimenti, riprende, se uno perde allora ha il diritto di andare per i fatti suoi: non e' cosi' che vedo io un partito".