Malata psichica morta in ospedale: "Ombre sul decesso"
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Malata psichica morta in ospedale: "Ombre sul decesso"

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  • 22 gennaio 2009 - 9.20 (Ultima Modifica: 22 gennaio 2009)

FORLI' - Ombre sulla morte della 53enne Renata Laghi, la donna afflitta da una malattia psichica in circostanze da chiarire il 6 ottobre del 2008 dieci giorni dopo la disposizione di un trattamento sanitario obbligatorio. Sul caso è stata aperta un'inchiesta da parte dell'assessore regionale Giovanni Bissoni e le conclusioni getterebbero nuove ombre sulla morte della donna. In un passaggio del documento conclusivo si parlerebbe di "inadeguato funzionamento" e "carenze".

 

Sotto accusa ci sarebbe la struttura sanitaria forlivese, secondo quanto viene anticipato dal consigliere regionale di Forza Italia-Pdl, Antonio Nervegna, che citando il documento conclusivo dell'indagine regionale parla di "carenze nella parte ospedaliera e nel coordinamento fra ospedale e territorio" .

 

Molti elementi di questa vicenda - i cui contorni dovranno essere accertati a livello giudiziario -  sono tristi e drammatici. I familiari della signora deceduta hanno formulato denunce gravissime sulle cure prestate e hanno lamentato i rapporti difficili con il personale medico e infermieristico durante il ricovero.

"Il giudizio dell'organismo di indagine è contraddittorio - ritiene Nervegna - . Da un lato si  evidenziano le criticità sopra descritte, e dall'altro si conclude dicendo che  'il piano programma (dell'Ausl, ndr) sulla gestione del rischio è stato  disegnato razionalmente' , ma  poi si aggiunge in un italiano farraginoso  che 'nel caso specifico la sua attivazione non ha portato ambiti di miglioramento' .  E sulle procedure della contenzione fisica del paziente  è stato detto che  'risultano insufficenti nel garantire il monitoraggio dei parametri' . Mentre sappiamo che i familiari della povera donna accusano apertamente  la struttura del reparto di  Psichiatria dell'Ospedale di Forlì di varie inadempienze.

 

Inoltre, spiega Nervegna, "hanno denunciato il caso a livello nazionale e si dicono disposti ad adire alle vie legali. Lungi da noi il poter trarre una valutazione definitiva - precisa Antonio Nervegna -  affermiamo però che le contestazioni e le criticità emerse anche nel corso dei  lavori  della stessa commissione di indagine regionale evidenziano - come altri casi  da noi già denunciati - ulteriori criticità del modello sanitario pubblico  forlivese".


"Nel caso specifico - conclude Nervegna - è del tutto evidente che si rende necessario , anche da parte della  stessa Ausl di Forlì, avviare un'ulteriore verifica del funzionamento del  reparto di Psichiatria dell'Ospedale di Forlì e mettere in atto da subito (se  non è stato già fatto) tutte le iniziative e le procedure necessarie per rendere adeguato il servizio". 

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