FORLI' - Ombre sulla morte della 53enne Renata Laghi, la donna afflitta da una malattia psichica in circostanze da chiarire il 6 ottobre del 2008 dieci giorni dopo la disposizione di un trattamento sanitario obbligatorio. Sul caso è stata aperta un'inchiesta da parte dell'assessore regionale Giovanni Bissoni e le conclusioni getterebbero nuove ombre sulla morte della donna. In un passaggio del documento conclusivo si parlerebbe di "inadeguato funzionamento" e "carenze".
Sotto accusa ci sarebbe la struttura sanitaria forlivese, secondo quanto viene anticipato dal consigliere regionale di Forza Italia-Pdl, Antonio Nervegna, che citando il documento conclusivo dell'indagine regionale parla di "carenze nella parte ospedaliera e nel coordinamento fra ospedale e territorio" .
Molti elementi di questa vicenda - i cui contorni dovranno essere accertati a livello giudiziario - sono tristi e drammatici. I familiari della signora deceduta hanno formulato denunce gravissime sulle cure prestate e hanno lamentato i rapporti difficili con il personale medico e infermieristico durante il ricovero.
"Il giudizio dell'organismo di indagine è contraddittorio - ritiene Nervegna - . Da un lato si evidenziano le criticità sopra descritte, e dall'altro si conclude dicendo che 'il piano
programma (dell'Ausl, ndr) sulla gestione del rischio è stato disegnato razionalmente' , ma poi si aggiunge in un italiano farraginoso che 'nel caso specifico la sua attivazione non ha portato ambiti di miglioramento' . E sulle procedure della contenzione fisica del paziente è stato detto che 'risultano insufficenti nel garantire il monitoraggio dei parametri' . Mentre sappiamo che i familiari della povera donna accusano apertamente la struttura del reparto di Psichiatria dell'Ospedale di Forlì di varie inadempienze.
Inoltre, spiega Nervegna, "hanno denunciato il caso a livello nazionale e si dicono disposti ad adire alle vie legali. Lungi da noi il poter trarre una valutazione definitiva - precisa Antonio Nervegna - affermiamo però che le contestazioni e le criticità emerse anche nel corso dei lavori della stessa commissione di indagine regionale evidenziano - come altri casi da noi già denunciati - ulteriori criticità del modello sanitario pubblico forlivese".
"Nel caso specifico - conclude Nervegna - è del tutto evidente che si rende necessario , anche da parte della stessa Ausl di Forlì, avviare un'ulteriore verifica del funzionamento del reparto di Psichiatria dell'Ospedale di Forlì e mettere in atto da subito (se non è stato già fatto) tutte le iniziative e le procedure necessarie per rendere adeguato il servizio".