Forlì: stop ai ristoranti etnici in centro, la proposta di An-PdL
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Forlì: stop ai ristoranti etnici in centro, la proposta di An-PdL

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  • 27 gennaio 2009 - 14.55 (Ultima Modifica: 27 gennaio 2009)

FORLI' - Alleanza Nazionale proporrà alla giunta comunale forlivese di adottare il nuovo regolamento approvato a Lucca, che vieta di aprire ristoranti etnici nel centro storico e tutela la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo.

 

"Il centro storico di Forlì - sostiene Alessandro Spada, coordinatore di An-PdL a Forlì - già ora versa nel degrado più assoluto anche a causa dei troppo numerosi venditori di kebab, nelle cui vicinanze le regole di convivenza civile vengono spesso disattese nel più assoluto disinteresse degli amministratori forlivesi. Se la proposta di An-Pdl verrà accolta con favore dagli esponenti locali del Pd, oltre ad impedire l'apertura di nuovi ristoranti etnici e salvaguardando così la cucina italiana e romagnola, si potrà rivalutare concretamente l'intero centro storico della città, puntando sulla bellezza, sull'accoglienza e responsabilizzando i titolari dei locali esistenti".

 

"Questi ultimi infatti, se il Pd forlivese accoglierà con favore la proposta, dovranno aver cura che gli avventori non disturbino la quiete pubblica, il normale svolgimento della vita cittadina e non adottino comportamenti contrari al rispetto delle regole di buona convivenza. In quest'ottica anche la Polizia municipale dovrà fare la sua parte collaborando per porre un freno al degrado del centro storico" conclude Spada.

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I Vostri Commenti

  • 24. d_a_v_i_d_e - 31/01/09 - 15.30

    vico, il paragone è improponibile, parli  di 1887 oggi siamo nel 2008.

    L'America di allora non è l'Italia di oggi. Coloro che offendevano gli italiani erano anch'essi appena arrivati, TUTTI gli americani esclusi gli Indiani erano immigrati, si stava costituendo la più grande democrazia occidentale.
    Non ci piove che fossero poverissimi ma andavano là per lavorare, costituire nuclei familiari ed integrarsi, tant'è che oggi non li distingui dagli altri.
    Fermo restando che non è giustificabile una politica di aumento demografico - siamo già troppi, le nostre città sono al collasso, vedi blocchi del traffico - alcuni immigrati di oggi fanno così: sono questi da favorire non quelli che indistintamente la cultura di sinistra vuole difendere e favorire.

  • 23. vico - 31/01/09 - 1.04

    @d_a_v_i_d_e
    L'avventura degli italiani in America cominciava a Ellis Island, quell'isoletta vicina alla Statua della Libertà. Qui cominciava una lunga serie di umiazioni: le donne che arrivavano sole correvano il rischio di essere arrestate per prostituzione, i padri di famiglia sentivano, senza capirli, gli insulti che poi sarebbero diventati così familiari. Gli italiani erano 'dago', termine dispregiativo non molto diverso da 'nigger'. Erano anche chiamati ‘wop’, cioè 'without papers’, come i nostri poveri "irregolari". Perché chiunque è irregolare, finché non gli si dà modo di avere una vita regolare.
    In un documento della congregazione 'De Propaganda Fide' del 1887 si legge: 'E' umiliante dover riconoscere che, dopo la sparizione degli indiani e l'emancipazione dei negri, gli immigrati italiani sono quelli che rappresentano i paria della grande Repubblica americana ... Molti, ridotti dalla sfortuna o dal vizio a un'estrema miseria, si danno all'accattonaggio.' (citato da Roberta Barazza, "Alberto Giovannetti: L'America degli Italiani" su Bollettino Itals Novembre 2006)
    Questi erano gli italiani sbarcati ad Ellis Islands. Poveri e disprezzati da tutti. Ignoranti in un paese ostile che a volte non offriva loro altro che un destino di miseria e umiliazioni.
    forse eravamo messi peggio degli albanesi, pensaci

  • 22. d_a_v_i_d_e - 31/01/09 - 0.42

    Prego, Massimo009. Pensavo di essere contestato per altre affermazioni, ma quella che ti fa tanto ridere non era una battuta.
    E' risaputo che l'Italia è indietro per tantissime cose - da cui il detto "all'Italiana" sinonimo di grottesco malfunzionamento - ma io mi riferivo ad altre cose per cui non c'è da guardare a questi paesi come modello.

    Cavolo, non andare a vedere un film di Boldi se no muori dalle risate.

  • 21. Massimo009 - 29/01/09 - 23.43

    Vorrei ringraziare d_a_v_i_d_e per il suo post qui sotto.

    Oggi ho avuto una dura giornata di lavoro ed ero un po' stanco.

    Quando sono in queste condizioni tendo anche ad essere, diciamo così, poco allegro e brioso. Poi sono entrato in questo sito per vedere le ultime news locali e ho potuto leggere il messaggio di cui accenno.

    Mi soffermo sulla sua frase: “Noi siamo l'Italia e siamo MEGLIO.”

    A questo punto un grande moto di ilarità si è impossessato di me...e mi è tornato un po' di buon umore.

    Grazie d_a_v_i_d_e

  • 20. Roberto S - 29/01/09 - 13.14

    Gentilissima Beatrice,
    non mi convince... la fuga dal centro da parte dei Forlivesi è in atto ormai da ben
    più di un decennio, molto prima che a Forlì "scoppiasse" il problema immigrati/degrado
    estetico del centro storico.
    Per quanto riguarda il problema dei parcheggi, la invito a fare un giro nelle zone
    limitrofe al centro e scoprirà che anche lì esiste il problema dei parcheggi con strade,
    Via Tumidei solo per fare un esempio, che di notte sono piene di autovetture
    parcheggiate "alla meglio" nonostante gli immobili di questa area abbiano tutti
    garages e cortili con posti auto...
    Forse è vero il contrario... ci sono troppe auto anzichè carenza di parcheggi!

    Per quanto riguarda invece l'estetica, che mi pare essere il pretesto dell'azione politica
    che si vorrebbe attuare, credo che i primi a peccare siano i proprietari degli immobili
    che (ed è più che comprensibile) malvolentieri mettono mano al portafoglio per
    effettuare interventi di ripristino e manutenzione sugli edifici del centro.
    Si preferisce affittare un edificio fattiscente (in nero) ad immigrati che pagano
    in contanti e non fanno storie se no vengono sbattuti fuori piuttosto che ristrutturare
    e continuare a vivere in centro...

    Per farla breve ciò che indubbiamente manca è il rispetto di una minoranza di individui
    che non hanno ben compreso il modo di convivere... in alcuni casi hanno scambiato
    preziosi luoghi forlivesi (il Chiostro di San Mercuriale, ad esempio) per luoghi dove lasciare
    la traccia del proprio passaggio (graffiti/scritte/liquidi e/o solidi di natura organica).
    Ecco queste persone devono essere indotte al rispetto dei luoghi e degli altri, ma ci
    vogliono controlli da parte delle nostre forze dell'ordine e perchè no, anche da parte di
    noi cittadini!
    Evitare il degrado urbano è un problema di educazione e l'educazione non ha nazionalità
    di appartenenza.
    Riappropriamoci del centro storico, non con ordinanze e neppure con le ronde... basterebbe
    un passeggiata in più e la presenza costante delle forze dell'ordine nei punti ritenuti più delicati
    e critici.
    P.s. sapesse quanti miei vicini romagnoli sono pericolosi!

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