FORLI' - Ha messo a nudo un vero e proprio sistema di "inquinamento" del settore del mobile imbottito forlivese l'inchiesta di Report andata in orda domenica sera su Raitre, dal titolo ‘Una poltrona per due'. La giornalista Sabrina Giannini ha sollevato il velo sul caso, più volte denunciato, della concorrenza sleale cinese che ha aperto una moltitudine di aziende subappaltanti. Sono circa 50, secondo Report, le aziende italiane che hanno già ceduto.
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La trasmissione di Raitre, però, è risalita a monte, non limitandosi a mostrare la concorrenza sleale di aziende cinesi che sfruttano il lavoro nero, o "grigio" (pagato part-time in cambio di orario full-time ed oltre,
anche il sabato e la domenica), ma andando anche alle aziende committenti italiane - che la Procura di Forlì considera unite in "società di fatto" con quelle cinesi - fino agli scarsi controlli della Direzione provinciale del lavoro, e dei vari enti di previdenza e sicurezza sul lavoro, e perfino delle organizzazioni degli artigiani, che curano la contabilità delle aziende cinesi.
Dall'inchiesta emerge che il distretto del mobile imbottito forlivese è a rischio di diventare come quello tessile di Prato, dove l'imprenditoria cinese è ormai prevalente. Anche perché, nonostante l'indagine della Procura della Repubblica (pm Di Vizio), poco o niente sarebbe cambiato.
Queste le risultanze dell'indagine su ‘Divanopoli' a Forlì, pubblicate giovedì.