FORLI' - Sono pronte ad andare fino in fondo le circa cento lavoratrici che hanno protestato sotto le sedi centrali delle Poste Italiane di Forli', Cesena e Rimini, dipendenti della societa' che cura, con un appalto esterno, la pulizia degli uffici postali delle due province. Un contenzioso che dura da mesi e che ora prospetta per le lavoratrici un taglio del 30-40% delle le ore lavorative. L'alternativa è un taglio della stessa entità del personale impiegato.
Una situazione inaccettabili per le dipendenti della "Re Mida", che lunedì mattina hanno manifestato tutta la propria contrarietà "anche perche' devono ancora ricevere i pagamenti dei mesi scorsi dalle varie societa' che si sono avvicendate", rileva Maria Giorgini, a nome di
Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e
Uiltucs-Uil.
Si tratta di donne che hanno uno stipendio medio che si aggira sui 350-400 euro mensili, eppure non riescono a trovare un datore di lavoro che garantisca loro questo pur basso reddito. In realtà i sindacati un soggetto a cui affibiare la responsabilità di questa situaizone, l'hanno trovato.
"La colpa e' delle Poste, che fanno appalti al massimo ribasso e non mettono le aziende aggiudicatarie in condizione di pagare le lavoratrici", continua Giorgini. I sindacati hanno chiesto, quindi, di parlare direttamente con i responsabili delle Poste, che tuttavia avrebbero negato la propria disponibilità.
"Dicono di non essere parti coinvolte, dal momento che il servizio e' esternalizzato e secondo loro l'appalto e' congruo", spiegano le rappresentanti delle lavoratrici, che sono determinate a lottare fino dentro le sedi istituzionali, dove potrebbe riunirsi nelle prossime settimane un tavolo per dirimere la questione.