FORLI' - La prima circoscrizione del Comune di Forlì è senza presidente. Lunedì sera è andato in onda un vero pasticcio, e molto probabilmente sarà un ricorso a decidere chi presiederà l'ente per i prossimi cinque anni. Per ora sarà presieduta da Piero Fusconi (Lega Nord), in rappresentanza di una maggioranza di centro-destra, ma il centro-sinistra già bolla il voto come "illegittimo" e non ne riconosce il valore. Insomma, si andrà probabilmente alle carte bollate.
Il pasticcio è avvenuto lunedì sera e si è concluso con l'apparente colpo di scena del "ribaltone". Durante la seconda seduta del consiglio (la prima era andata deserta) all'ordine del giorno c'era la nomina del presidente. Una situazione già in equilibrio precario in partenza, visto che il centro-sinistra ha 10 consiglieri (9 Pd e uno Idv) e il centro-destra 9 (7 PdL e due Lega Nord), con il consigliere della lista civica ambientalista DestinAzione a fare apparentemente l'ago della bilancia.
Già in virtù di questo quadro DestinAzione aveva chiesto nei giorni scorsi la presidenza della circoscrizione, richiesta poi respinta. Ma alla conta di lunedì sera si è verificato l'intoppo: al primo voto, infatti, Destinazione ha votato a sorpresa il candidato leghista Piero Fusconi, col risultato che si è andati in parità: dieci contro dieci. Quindi il secondo voto di "ballottaggio" tra i due candidati Manuela Montanari (Pd) e Fusconi stesso.
Ma al momento dell'alzata di mano, tutto il centro-sinistra in blocco ha abbandonato l'aula. Un'eventuale riconferma della parità avrebbe infatti premiato Fusconi, in quanto più anziano. Il voto è proseguito, quindi, col solo centro-destra e DestinAzione in aula,
col risultato finale di nove voti a favore di Fusconi e un'astensione. "Per noi la votazione è valida: abbiamo letto bene il regolamento e Fusconi è il presidente, tanto che ha già convocato il prossimo consiglio di circoscrizione e stilato l'ordine del giorno", rileva Jacopo Morrone, responsabile dell'organizzazione della Lega Nord.
Non è di questo parere Elisa Massa, segretaria comunale del Pd: "Quel voto è illegittimo, perché mancava il numero legale: abbiamo già avuto conferma dal segretario comunale Antonio Ventrella e dal dirigente del decentramento Alessandro La Forgia". Ma è proprio Ventrella a fare marcia indietro: "E' una questione ancora da studiare, va valutato il singolo caso". Per altro, per Morrone, "non sono loro i legittimati a risolvere la questione: ci vorrà un ricorso dell'opposizione per stabilire chi ha ragione".
Ma, in attesa del ricorso, per il centro-destra Fusconi è pienamente legittimato a governare, tanto che ha già convocato la prossima seduta del Consiglio. Insomma, un'impasse tutta da risolvere. Non mancano, intanto, polemiche nei confronti del voto a sorpresa di DestinAzione, considerato solo un voto di ripicca. "La consigliera di Destinazione ha dichiarato amabilmente che se Pd e Idv scegliessero lei come Presidente, si poteva rivedere il suo voto. Vedere cosa? Aveva già votato una prima volta Fusconi e avrebbe cambiato colore per il posto alla faccia del programma del centrosinistra che prima aveva rifiutato", commenta Giancarlo Biserna dell'Italia dei Valori.
Risponde Raffaella Pirini di DestinAzione: "Era tutto alla luce del sole, la decisione è stata la loro, noi avevamo annunciato con un comunicato stampa la nostra volontà di candidarci alla presidenza". Mentre sulla legittimità del voto è cauta Pirini: "Non siamo in grado di rispondere sulla legalità, sono avvenute cose al di fuori del regolamento".