FORLI' - C'è un disagio dall'avere un inceneritore in città, per questo il Comune deve contabilizzare una sorta di "indennità di disagio" da far pagare ad Hera sotto forma di sconti in bolletta o altre modalità per cui ne beneficiano i cittadini. E' l'impostazione che il nuovo sindaco Roberto Balzani vuole dare nei rapporti con Hera. "Nel nostro territorio non se n'è mai parlato, ma già avviene in altri territori", spiega il sindaco.
INDENNITA' DA INCENERITORE. La proposta è arrivata lunedì pomeriggio in Consiglio comunale e infrange un tabù. L'idea è quello di conteggiare il disagio ambientale della struttura per l'incenerimento dei rifiuti. Ed è solo uno dei tre fronti che Balzani è intenzionato ad aprire in un "patteggiamento di ruoli". Gli altri fronti saranno la gestione dell'illuminazione pubblica, "con l'introduzione di lampade a led e un conseguente risparmio energetico", dice il sindaco, e il contenzioso tra Hera e Unica Reti (proprietaria delle reti del gas).
CONTENZIOSO HERA-UNICA RETI. Dal 2007 Hera, infatti, contesta il contratto per le reti del gas e paga unilateralmente circa 800mila euro in meno di canone rispetto al previsto, chiedendo una riduzione progressiva dai 6,8 milioni a 4,4 milioni di canone. "La mancata disponibilità di Hera di pagare il canone concordato rischia di far diventare Unica Reti una società pericolosa per noi", sempre Balzani. Che ammette che i rapporti con Hera, di cui il Comune di Forlì detiene il 2,02% delle azioni, "non sono semplici".
FORLI' NON CEDE LE RETI DEL GAS. Balzani, come specifica lui stesso, non cita come quarto fronte di rivendicazione la proprietà delle reti del gas, in quanto per il primo cittadino forlivese la questione è già chiusa: Unica Reti non venderà ad Hera l'infrastruttura per la distribuzione del gas, a differenza di quanto
faranno gli enti proprietari delle reti gas di Ravenna, Ferrara e Imola-Faenza. Per questo, il Comune di Forlì non parteciperà all'aumento di capitale del 7% di Hera holding, passando dal 2,02% all'1,96% di proprietà.
SOT, SI PERDE IIL RAPPORTO COL TERRITORIO. Altro tema caldo è l'eliminazione delle Sot, le sette società territoriali in cui è divisa Hera holding. "Non nascondiamoci che l'eliminazione delle Sot non va nel senso di rafforzare il rapporto col territorio, questo processo non favorisce i territori, ma rafforza l'identità aziendale di Hera come soggetto capitalistico". Il taglio delle Sot, a Forlì-Cesena, comporterà un risparmio di 90mila euro solo per quanto riguarda il cda: 35mila euro al presidente Paolo Talamonti, 15mila euro al vice-presidente Luca Montanari, 10mila euro ai consiglieri Luciano Natali, Ottavio Arnasei, Pierluigi Maltoni, Piergiorgio Poeta.
DIFFERENZIATA AL 48%. Antonio Nervegna (Pdl), che contesta il dato della raccolta differenziata: "Il 48% è una gran balla, vorremmo avere dei numeri più precisi". Gli replica il sindaco: "E' il dato ufficiale fornito da Hera, l'unico dato certo è la produzione abnorme pro capite di rifiuti, che noi intendiamo ridurre anche con l'introduzione della raccolta porta a porta".
UNA FAMIGLIA MEDIA PAGA 1,754 EURO. Il Comune di Forlì ad oggi possiede azioni di Hera per un valore di 37,2 milioni di euro. Dalla multiutility incassa ogni anno 3,6 milioni di euro (1,8 dai dividendi e il rimanente dai canoni di concessione). Quanto porta Hera sul territorio di Forlì-Cesena? Secondo i dati della holding si tratta di circa 800 posti di lavoro (di cui 400 nei sub-appalti) e di 135 milioni, di cui 28 milioni vanno a stipendi e 88 a fornitura di servizi. La bolletta media per una famiglia di 3 persone, con 80 metri quadri di casa, è stata nel 2008 di 1.754 euro, con l'aumento del 6,5% rispetto al 2007.