FORLI' - L'ombra del fallimento incombe su Sapro, la società pubblica della provincia di Forlì-Cesena per l'insediamento industriale. Ad avanzare l'istanza di fallimento è stata la Procura della Repubblica di Forlì, ipotizzando contro ignoti reati societari connessi alla bancarotta fraudolenta. A darne la notizia sono il sindaco di Forlì Roberto Balzani e gli assessori provinciali Guglielmo Russo e Maurizio Castagnoli, in una conferenza stampa convocato d'urgenza.
La società Sapro dall'inizio della crisi economica versa in una grave crisi di indebitamento e di liquidità. In particolare, l'indebitamento è stimato in 108 milioni di euro, "ma le recenti perizie calcolano in 120 milioni il valore del patrimonio", rileva il sindaco Roberto Balzani. "Abbiamo scelto la strada delle trasparenza, non abbiamo alcun desiderio di nascondere queste notizie perché l'opinione pubblica deve saperlo", commenta Balzani.
Scatta l'indagine penale
La notizia della richiesta di fallimento avanzata dal pm titolare dell'indagine su Sapro, Filippo Santangelo, è arrivata come un fulmine e ciel sereno alla sede della società pubblica diretta dall'imprenditore Vittorio Croci. Sapro, infatti, era sul punto di firmare con i suoi creditori, in gran parte istituti bancari, un accordo che prevedeva un piano di rientro, fondato sul congelamento dei crediti per due anni. "Contavamo di chiuderlo entro la fine di marzo", spiega il sindaco di Forlì Roberto Balzani.
Ma due giorni fa è arrivato l'avviso della Procura in cui si chiede d'ufficio il fallimento della società e nel contempo si notifica l'apertura di un fascicolo penale (il 25/2009/21), per il momento contro ignoti, per gravi reati societari collegati alla bancarotta. "Niente di connesso ad appropriazioni indebite o corruzione", precisa il primo cittadino.
Cosa fa Sapro
Sapro svolge la funzione pubblica di acquisizione e urbanizzazione di aree industriale via via sbloccate dai Comuni soci, per evitare speculazioni su questo settore così delicato per l'economia. Soci di Sapro sono per il 33% il Comune di Forlì, il 33% il Comune di Cesena, il 16% la Provincia di Forlì-Cesena, il 6% la Camera di Commercio, il 6% il Comune di Forlimpopoli, il 6% il Comune di Bertinoro, più minuscole partecipazioni dei comuni di Santa Sofia e Galeata.
In panne per la crisi economica
Già in
difficoltà, il quadro economico di Sapro era fortemente peggiorato alla fine del 2008: la crisi, infatti, aveva bloccato le compravendite di terreni industriali, causando una crisi di liquidità della società. Il peggio sembrava passato quando i soci pubblici si fecero garanti, con una lettera di "patronage", in prima persona nei confronti degli istituti di credito. Mentre il 2008 si era chiuso con un deficit di 3,6 milioni di euro, il conto economico del 2009 avrebbe visto un sostanziale pareggio. "Ci troviamo a gestire una situazione pregressa complicata", spiega il sindaco, che non aveva mai nascosto la sua preoccupazione per la situazione di Sapro.
Nessun creditore ha fatto richiesta di fallimento
Il 13 aprile ci sarà la prima udienza al tribunale fallimentare, con la circostanza piuttosto anomala che ci sarà la Procura a sostenere gli interessi dei creditori e non i creditori stessi, in quanto, spiega Balzani, "non ci risultano istanze di fallimento avanzate da banche e privati". Di fatto, il problema nasce dal fatto che, per le mancate vendite, Sapro ha debiti per 108 milioni (che ogni anno causano 4 milioni in più di interessi passivi), mentre dall'altra parte ha un patrimonio, in gran parte aree invendute, per 120 milioni di euro, "secondo una stima prudenziale eseguita da Sapro", spiegano in Comune.
Piano di rientro quasi ultimato
Da agosto, infatti, erano in corso le perizie per giungere ad un'esatta quantificazione del patrimonio e siglare un piano di rientro coi creditori, realizzato operativamente dalla società Sinloc come advisor. "Come istituzioni pubbliche siamo impegnati, assieme al sistema bancario, a portare Sapro fuori da queste secche", dice sempre Balzani. Le amministrazione coinvolte, per questo motivo, andranno avanti col piano e non è escluso che il giorno dell'udienza Sapro e i creditori arriveranno con un accordo siglato assieme.
"Se tale piano vedrà il vaglio del tribunale per quanto ci riguarda sarà un elemento di maggiore garanzia anche per noi, sulla sua capacità di tenuta", continua Balzani. Che conclude: "Non sindachiamo in alcun modo l'operato del dottor Santangelo, che avrà le sue buone ragioni per le sue richieste". L'eventuale fallimento causerebbe la perdita di una decina di posti di lavoro, quante sono gli addetti che operano nella società pubblica.
Fabio Campanella