Forlì-Cesena: indagine giudiziaria su Sapro, la società pubblica rischia il fallimento
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Forlì-Cesena: indagine giudiziaria su Sapro, la società pubblica rischia il fallimento

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  • 11 marzo 2010 - 19.01 (Ultima Modifica: 12 marzo 2010)

Il sindaco Roberto Balzani

FORLI' - L'ombra del fallimento incombe su Sapro, la società pubblica della provincia di Forlì-Cesena per l'insediamento industriale. Ad avanzare l'istanza di fallimento è stata la Procura della Repubblica di Forlì, ipotizzando contro ignoti reati societari connessi alla bancarotta fraudolenta. A darne la notizia sono il sindaco di Forlì Roberto Balzani e gli assessori provinciali Guglielmo Russo e Maurizio Castagnoli, in una conferenza stampa convocato d'urgenza.

 

La società Sapro dall'inizio della crisi economica versa in una grave crisi di indebitamento e di liquidità. In particolare, l'indebitamento è stimato in 108 milioni di euro, "ma le recenti perizie calcolano in 120 milioni il valore del patrimonio", rileva il sindaco Roberto Balzani. "Abbiamo scelto la strada delle trasparenza, non abbiamo alcun desiderio di nascondere queste notizie perché l'opinione pubblica deve saperlo", commenta Balzani.

 

Scatta l'indagine penale

La notizia della richiesta di fallimento avanzata dal pm titolare dell'indagine su Sapro, Filippo Santangelo, è arrivata come un fulmine e ciel sereno alla sede della società pubblica diretta dall'imprenditore Vittorio Croci. Sapro, infatti, era sul punto di firmare con i suoi creditori, in gran parte istituti bancari, un accordo che prevedeva un piano di rientro, fondato  sul congelamento dei crediti per due anni. "Contavamo di chiuderlo entro la fine di marzo", spiega il sindaco di Forlì Roberto Balzani.

 

Ma due giorni fa è arrivato l'avviso della Procura in cui si chiede d'ufficio il fallimento della società e nel contempo si notifica l'apertura di un fascicolo penale (il 25/2009/21), per il momento contro ignoti, per gravi reati societari collegati alla bancarotta. "Niente di connesso ad appropriazioni indebite o corruzione", precisa il primo cittadino.

 

Cosa fa Sapro

Sapro svolge la funzione pubblica di acquisizione e urbanizzazione di aree industriale via via sbloccate dai Comuni soci, per evitare speculazioni su questo settore così delicato per l'economia. Soci di Sapro sono per il 33% il Comune di Forlì, il 33% il Comune di Cesena, il 16% la Provincia di Forlì-Cesena, il 6% la Camera di Commercio, il 6% il Comune di Forlimpopoli, il 6% il Comune di Bertinoro, più minuscole partecipazioni dei comuni di Santa Sofia e Galeata.

 

In panne per la crisi economica

Già in difficoltà, il quadro economico di Sapro era fortemente peggiorato alla fine del 2008: la crisi, infatti, aveva bloccato le compravendite di terreni industriali, causando una crisi di liquidità della società. Il peggio sembrava passato quando i soci pubblici si fecero garanti, con una lettera di "patronage", in prima persona nei confronti degli istituti di credito. Mentre il 2008 si era chiuso con un deficit di 3,6 milioni di euro, il conto economico del 2009 avrebbe visto un sostanziale pareggio. "Ci troviamo a gestire una situazione pregressa complicata", spiega il sindaco, che non aveva mai nascosto la sua preoccupazione per la situazione di Sapro.

 

Nessun creditore ha fatto richiesta di fallimento

 Il 13 aprile ci sarà la prima udienza al tribunale fallimentare, con la circostanza piuttosto anomala che ci sarà la Procura a sostenere gli interessi dei creditori e non i creditori stessi, in quanto, spiega Balzani, "non ci risultano istanze di fallimento avanzate da banche e privati". Di fatto, il problema nasce dal fatto che, per le mancate vendite, Sapro ha debiti per 108 milioni (che ogni anno causano 4 milioni in più di interessi passivi), mentre dall'altra parte ha un patrimonio, in gran parte aree invendute, per 120 milioni di euro, "secondo una stima prudenziale eseguita da Sapro", spiegano in Comune.

  

Piano di rientro quasi ultimato

Da agosto, infatti, erano in corso le perizie per giungere ad un'esatta quantificazione del patrimonio e siglare un piano di rientro coi creditori, realizzato operativamente dalla società Sinloc come advisor. "Come istituzioni pubbliche siamo impegnati, assieme al sistema bancario, a portare Sapro fuori da queste secche", dice sempre Balzani. Le amministrazione coinvolte, per questo motivo, andranno avanti col piano e non è escluso che il giorno dell'udienza Sapro e i creditori arriveranno con un accordo siglato assieme.

 

"Se tale piano vedrà il vaglio del tribunale per quanto ci riguarda sarà un elemento di maggiore garanzia anche per noi, sulla sua capacità di tenuta", continua Balzani. Che conclude: "Non sindachiamo in alcun modo l'operato del dottor Santangelo, che avrà le sue buone ragioni per le sue richieste". L'eventuale fallimento causerebbe la perdita di una decina di posti di lavoro, quante sono gli addetti che operano nella società pubblica.

 

Fabio Campanella

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I Vostri Commenti

  • 37. pagnoncelli - 13/03/10 - 13.55

    Vico quella frase l'ho interpretata e lo ho pure risposto dove andare.
    Sono 9 mesi che è stata aperta l'inchiesta e il suo amico segretario che parla di trasparenza è ridicolo (vedasi presentazione del bilancio del comune).
    Il debito di 108 milioni è reale, gran parte sono ipoteche sugli immobili accese con le banche, il capitale di Sapro è costituito dagli immobili stessi
    il cui prezzo lo fa il mercato e la procura indaga su eventuali turbative. Ad oggi il prezzo di vendita potrebbe anche non coprire il buco, o ancor peggio non esserci nessun prezzo per mancanza di domanda.
    Su Carini ha fatto bene ad andare, tra l'altro è un territorio quello meldolese dove gli amministratori PD sono stati sonoramente mandati a casa a conferma del fatto che l'alternanza a volte è necessaria.
    Dei 22 assenti in parlamento sullo scudo si sa niente?

  • 36. vico - 13/03/10 - 13.02

    @pagnoncelli

    Lei dice di non avere la verità in tasca, ma pontifica sul fatto che io abbia del tempo da perdere, dimostrando un atteggiamento di superiorità. Scherza sui nomi degli altri o su un errore di battitura, (ero sicuro che una persona intuitiva capisse il senso della frase.) forse è lei che ha tempo da perdere.

    Quanto a me, a darmi da mangiare (non ci crederà ma io lavoro) sono molto spesso imprenditori di destra, che dimostrano, evidentemente, di scegliere in funzione della professionalità che non della fede politica.

    Ieri, ad esempio ero con un cliente fascista e una che voterà Grillo al mattino e un repubblicano (di destra) al pomeriggio... persone che stimo, per altro.

    Se i miei post non le piacciono non li legga... io leggerò cmq i suoi e farò, a differenza di lei, come
    Voltaire... Non condivido niente di quello che dice ma darei la vita perchè lei possa dirlo.

    E lo scrivo dopo "aver perso tempo" stamattina per commemorare Antonio Carini, che per questo fu ammazzato.

  • 35. vico - 13/03/10 - 12.45

    @J. Dorian
    sei la prova che anche qui ci può essere un confronto civile.

    Su Berlusconi non sono d'accordo con te, ha fatto cavolate, ben peggiori nella sua carriera impreditoriale.

    Pagine utili è un esempio di come non si fa impre, e leggiti ad esempio la storia di Standa e Euromercato....

    ps anche quella sul Komunista era ironica... ma mi piace che tu, da una parte diversa riconosca il senso della morale del PCI di cui sono orgoglioso e che voglio che il PD ritrovi.

    Vuol dire che pensi con la tua testa, e non è poco.

  • 34. vico - 13/03/10 - 12.32

    @pecora nera
    quando non si sa cosa dire sul merito si attaccano le persone. I burattini sono quelli che pensano che ci siano 2 morali, la propria e quella degli altri.
    Per me le regole sono uguali per tutti. Stia attento ai fili, quandoe sce.

  • 33. vico - 13/03/10 - 12.30

    @Daniele
    il suo post non fa una piega.
    ha ragione e ha diritto di sapere.
    come ha ragione Annibale che i costi dei consigli vanno tagliati. La Masini l'ha fatto. Uno x tutti: il compenso, lordo, del presidente di Romagna Acque è passato dai 240 milioni di Zaniboni ai 59.000 euro di Arianna Bocchini... e non è poco.

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