FORLI' - "La pittura e soprattutto le incisioni sono state la sua vita. Gli occhi li aveva lasciati lì. Non era un mercante delle sue opere ma la pittura era parte di sé. Senza di questa, il sé ha preso un'altra strada". E' morto lunedì sera il pittore e poeta Francesco Giuliari. Così lo ricorda la critica d'arte forlivese e amica, Silvia Arfelli. E' morto in ospedale, ad 80 anni, dopo una lunga malattia che lo aveva reso quasi cieco. "Non è voluto andare avanti, quel mondo che c'era intorno era finito".
Ed il suo mondo era quello della
pittura e dell'incisione, di uno studio sempre aperto a tutti, dei suoi consigli, del vino bianco per chi arrivava all'ora dell'aperitivo. La sua generosità artistica e culturale era nota in città e a chi lo aveva conosciuto all'Accademia di belle Arti di Verona, dove aveva insegnato fino al 1990. "Possedeva una capacità molto umile di fare capire il suo mondo - ricorda Arfelli - Si incontrava anche con giovani pittori rispettandoli nelle differenze. Poteva essere il miglior critico di se stesso, ma spesso mi chiedeva pareri".
Nel su sito, se si clicca su "L'artista", sotto al suo nome compaiono tra parentesi l'anno di nascita, 1929 e quello, presunto, di morte, 2029. "Sa figurarci l'icone e cura significarlo" è il doppio anagramma del suo nome che apre il sito.