FORLI' - Ci permettiamo di intervenire nella querelle che ha coinvolto l'aeroporto di Forlì perché la situazione è paradossale. L'assessore Muzzarelli dice: "Semplificare le cose complesse e' fare brutta politica, noi abbiamo il dovere di fare cose serie che hanno delle gambe. Dobbiamo ragionare cercando di anticipare i tempi e non ripetere gli stessi errori del passato". Noi ci chiediamo, se pensa che razionalizzare un sistema aeroportuale sia come giocare con Playmobil e se sa che finora l'errore fatto è stato proprio quello di continuare ad investire in un aeroporto morto e sepolto.
L'assurdità della proposta, denota una mancanza assoluta di conoscenza del territorio e di valutazione serena dello stato attuale dell'economia, visto che Forlì non è uno snodo di vie di comunicazione e che per la tipologia di aeroporto e per la sua ubicazione, in centro città, non ha nessuna prospettiva. L'Assessore non conosce neanche i dati forniti dalla Seaf stessa sul trasporto merci e passeggeri. Ci permettiamo di ricordargliene alcuni.
Nel 2004 furono movimentati dal Ridolfi 558.190 passeggeri e 1.533 tonnellate di merce, nel 2006 solo 618 tonnellate, nel 2007 addirittura 47 e nel 2009, mentre i passeggeri sono stati 523.944, la
merce solo 1 tonnellata. Una tonnellata. Sicuramente una grossa vocazione al cargo. A meno che... a meno che, l'assessore non stia cercando di affossare definitivamente l'economia del nostro territorio, in totale spregio proprio alla situazione di Forlì.
Come idea di buona
politica l'assessore prevede quella di fare un cargo con collegamenti diretti con Shangai. Una domanda: chi ci guadagnerebbe veramente da tutto ciò? Viene veramente lo sconforto a sentire questi discorsi e meno male che il segretario del PD Di Maio mette un freno a queste affermazioni che giustamente definisce "boutade", così come il Sindaco Balzani che si è affrettato a sentire l'assessore regionale ai trasporti Peri e che ci ha garantito in Consiglio Comunale che le posizioni di Muzzarelli non sono supportate dalla giunta.
Ricordiamo però che la privatizzazione reale dell'aeroporto, senza partecipazione del pubblico, se non nella fase di controllo, non è quello che si sta perseguendo. Prima di dire che il pubblico non si assumerà altri oneri, vorremo vedere i patti parasociali che legano il 40% pubblico al 60% privato, affinché si chiarisca che non succederà come nel modello TAV in cui il 40% pubblico si assume tutti gli oneri, mentre al 60% privato non ne spetta neanche uno.
Molto più saggiamente si comporta il consigliere regionale del MoVimento 5 stelle Andrea Defranceschi ad insistere chiedendo la chiusura dell'aeroporto Ridolfi che rappresenta solo un continuo buco per le casse del Comune di Forlì, principalmente, e di quelle della Regione, nonché la riconversione dell'area ad attività che abbiano ricadute reali sul benessere e sull'economia del territorio.
Raffaella Pirini
Consigliere Comunale
Lista Civica DestinAzione Forlì