"Il governo fa una scelta, quella di abbassare esplicitamente il potere di acquisto dei lavoratori e dei pensionati". L'accusa arriva dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che parlando alla festa della Cisl a Levico Terme (in provincia di Trento) non usa mezzi termini per attaccare l'esecutivo Berlusconi, criticando la scelta di stimare all'1,7% il tasso di inflazione programmata in Italia per
il 2008. Epifani lamenta anche la mancata "restituzione fiscale".
Infatti Epifani, nell'evidenziare l'errore (a suo dire) del Governo di scegliere un tasso d'inflazione programmata dell1,7%, aggiunge: "se si unisce il fatto che non c'è restituzione fiscale ai lavoratori dipendenti, il governo sceglie la strada di ridurre i salari, cioè di peggiorare le condizioni dei lavoratori".
Il segretario della Cgil osserva anche che "con questa inflazione programmata, stante quella reale, un salario di 25 mila euro perderebbe mille euro nel biennio. Se poi il terzo anno dovesse continuare così, si raggiungerebbe una cifra vicina ai 1.500 euro".