Csm, a rischio fino al 40% dei processi
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Csm, a rischio fino al 40% dei processi

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  • 24 novembre 2009 - 21.39 (Ultima Modifica: 24 novembre 2009)

ROMA - "Con il processo breve verrebbero cancellati tra il 10 e il 40 per cento dei dibattimenti". E' questa l'analisi di Vincenza Maccora, presidente della sesta commissione consiliare Csm, dopo l'incontro con i presidenti di tribunale e i procuratori della Repubblica delle sedi di Bari, Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. Il 10% riguarda gli uffici giudiziari che già hanno tempi medi di definizione dei processi molto contenuti.

 

Il 40% si riferisce alle realtà più difficili, come per esempio Palermo, Reggio Calabria e Bari. Il Csm ha sottolineato poi che quasi la metà dei processi civili (47%) saranno toccati, in alcune aree del paese, dalla riforma sul processo breve. Quindi le toghe hanno elencato i reati più a rischio con il Ddl sul processo breve: corruzione, truffa, reati per colpa medica, delitti contro la famiglia, aggiotaggio, le lesioni varie e il naufragio colposo.

 

"Non basta che il processo sia breve ma che sia giusta la decisione", ha affermato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino. I dati provvisori dell'impatto che il ddl sul processo breve avrà sui procedimenti interessati "cominciano ad essere presentati da questa sera e nei prossimi giorni saranno oggetto di valutazione da parte del Csm". Mancino ha poi sottolineato come la ragionevole durata dei processi debba impegnare tutti gli operatori del diritto.

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