Mafia, ''Berlusconi non รจ indagato''. Il premier: ''Voci infamanti''

Stampa questa pagina | 28 novembre 2009 - 01.00 (Ultima Modifica: 28 novembre 2009)

ROMA - Nessun avviso di garanzia nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del senatore del Pdl Marcello Dell'Ultri. Così il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, ha smentito le indiscrezioni pubblicate sabato dai quotidiani "Libero" (diretto da Maurizio Belpietro) ed "Il Giornale" (diretto da Vittorio Feltri). Lo stesso Berlusconi ha bollato come "infondate e infamanti" le voci di un suo coinvolgimento nelle stragi di mafia.

 

"Non capisco - avrebbe aggiunto Berlusconi davanti ai giovani del Pdl - come si fanno a pensare cose del genere e quali sarebbero state le mie motivazioni". "Se trovo chi ha fatto le nove serie de "La Piovra" e chi scrive libri sulla mafia che ci fanno fare una così bella figura - avrebbe aggiunto - giuro che lo strozzo".

 

"Il Giornale" ha aperto sabato con la foto del presidente del consiglio accompagnata dallo strillo: "Se questo è un mafioso". Sottotitolo: "In arrivo l'avviso di garanzia basato sui deliri dei pentiti: "Berlusconi fece fare le stragi". Per quale motivo? Non c'è risposta. Infatti, è un'idiozia". Occhiello: "L'ultima follia dei magistrati". "Silvio indagato per mafia", ha intitolato "Libero".

 

Secondo quanto spiegato dalla procura, la nuova inchiesta di Firenze sulle stragi del '93-'94 riguarda uno degli esecutori. "C'è un modello 21 - ha dichiarato Quattrocchi - che riguarda residue posizioni di soggetti che, secondo noi, non sono stati raggiunti a suo tempo da quanto giovava per la pronuncia di una sentenza. Era rimasto fuori qualcuno, stiamo cercando di individuarlo, e abbiamo buonissime speranze di farlo". Quattrocchi ha precisato che si tratta di "fatti passati in giudicato, che non precludono la rivisitazione di altre responsabilità", ed ha aggiunto: "Stiamo rivedendo tutto il contesto perché emergono responsabilità su uno degli esecutori".

 

"Capisco perché da Firenze abbiano smentito la notizia: era stato scritto che li avevano iscritti loro. Su di noi nessuno l'ha scritto e quindi non diciamo niente", ha affermato all'agenzia Apcom il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia.

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