ROMA - "Non ho mai pensato di candidarmi alla presidenza della Repubblica". E' la rivelazione fatta dal premier Silvio Berlusconi nell'ultimo libro di Bruno Vespa, ‘Donne di cuori', che uscirà venerdì prossimo. Secondo il Cavaliere il miglior candidato in assoluto sarebbe Gianni Letta. Berlusconi ha poi affrontato la questione Noemi Letizia, spiegando di non aver avuto alcuna relazione con la giovane e che "al riguardo si sono dette e scritte soltanto calunnie".
Il presidente del Consiglio ha spiegato a Vespa la sua versione dell'incontro con Patrizia D'Addario, la escort barese che ha raccontato di avere trascorso una serata a Palazzo Grazioli, residenza privata di Berlusconi. Secondo lo stesso Cavaliere, lei, la sua amica e Tarantini si "imbucarono" di fatto in una festa: "C'era una cena con molte persone organizzata dalle militanti di dei club "Forza Silvio" e "Meno male che Silvio c'è"" alla quale "all'ultimo momento ci si infilò anche Tarantini con due sue ospiti".
Berlusconi ha poi affrontato la questione dell'utilizzo improprio dei servizi di sicurezza: "I violenti attacchi contro di me - ha commentato il premier - ,
sempre avulsi da ogni attinenza alla realtà e frutto solo di preconcetta ostilità, sono sotto gli occhi di tutti. Ma non ho certo mai pensato di impiegare queste risorse contro alcuno. Solo menti distorte e disoneste possono pormi una simile domanda, immaginandosi comportamenti che probabilmente sarebbero i loro se si trovassero al mio posto".
Il leader del Pdl ha poi smentito di essere in precari di salute: "a parte un fastidioso torcicollo ormai debellato e la scarlattina che ho avuto a fine ottobre, sono quelle che mi hanno permesso di proseguire e completare sedici mesi di fittissimi impegni". E cioè: "170 incontri internazionali, 25 vertici multilaterali, 9 vertici bilaterali, 80 conferenze stampa, 66 consigli dei ministri, 91 interventi e discorsi pubblici a braccio. Cosa avrei fatto se non fossi stato ammalato?".
Un'altra vicenda che ha toccato da vicino il Cavaliere negli ultimi mesi è stata quella dell'utilizzo privato dei voli di Stato riservati alla funzione istituzionale esercitata. "La magistratura ha già archiviato la pratica al riguardo. Io non ho mai utilizzato "voli di Stato" in modo non lecito - ha spiegato a Vespa -. Faccio altresì presente che il mio gruppo dispone di ben cinque aerei che io posso utilizzare in qualunque momento".