Pd, Bersani: ''Noi siamo il partito dell'alternativa''
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Pd, Bersani: ''Noi siamo il partito dell'alternativa''

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  • 7 novembre 2009 - 14.40 (Ultima Modifica: 07 novembre 2009)

ROMA - "Noi siamo il partito dell'alternativa". Così Pier Luigi Bersani nel suo primo discorso all'assemblea nazione del Partito democratico dopo essere stato nominato ufficialmente segretario del Pd, che ha anche eletto Rosy Bindi presidente del partito. "Saremo un partito che si rivolgerà a tutta l'area del centrosinistra, senza trattini o distinzione di ruoli e senza pretese di esclusività", ha aggiunto Bersani che pensa ad "un partito in cui c'è bisogno di tutti".

 

"Le cose non si muoveranno se non ci muoveremo noi - ha continuato Berlusconi -. Ci rivolgiamo con apertura ampia e generosa e tutte le forze di opposizione, riconoscendole. Chiediamo agli altri di fare altrettanto. Chiediamo che nessuno si sottragga alla responsabilità di offrire agli italiani una alternativa".

 

Nel suo primo discorso da segretario del Pd, Bersani ha affrontato anche il tema delle riforme sottolineando come gli interventi sul piano del lavoro dovranno essere centrali nell'agenda del partito: "Il lavoro e' il problema numero uno del paese, il lavoro deve essere il primo impegno del nostro partito. Lavoro e impresa. Quando dico lavoro intendo dire lavoro e impresa a cominciare dalla piccola e media impresa".

 

Sulla nuova legge elettorale, il Pd è disposto anche a una legge di iniziativa popolare. Poi ha riferito di accettare la riforma della giustizia, ma "a partire dai problemi dei cittadini e non sulle situazioni personali del presidente del Consiglio, con l'aggressività e la volontà di rivincita contro il sistema giudiziario e la magistratura".

 

Sul riequilibrio dei conti pubblici e piu' in generale sui modi per affrontare la crisi economica "non si puo' pretendere che le rose del governo siano senza spine. Davanti ad una assunzione di responsabilita' esplicita, concreta e visibile da parte del governo noi non ci sottrarremmo a qualcuna di quelle spine. Ma se continuiamo a sentirci dire che il problema non c'e' o che si puo' aggiustare con palliativi, per noi diventa davvero difficile discutere".

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