"Respingere l'immigrato clandestino non viola il diritto internazionale". E' quanto ha affermato Gianfranco Fini intervenendo sulla linea dura del Governo contro gli sbarchi. Il presidente della Camera, però, ha puntualizzato che "anche noi abbiamo come tutti gli altri il dovere di verificare se tra quelli che vengono respinti ci siano persone che hanno il diritto di richiedere asilo". Per Fini il tema non può essere affrontato "in maniera superficiale o propagandistica".
"Un conto - ha precisato - è l'immigrato clandestino, mentre un altro è chi gode della possibilità di chiedere asilo. Si tratta di due posizioni che non possono essere trattate allo stesso modo". Fini ha invitato a riflettere su "cosa significhi
integrare quegli stranieri di cui le società europee hanno necessità".
Intanto il Consiglio d'Europa critica il comportamento del governo italiano: il respingimento degli immigrati clandestini verso la Libia "è un'iniziativa molto triste" che "mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d'asilo", ha dichiarato il commissario per i Diritti umani, Thomas Hammarberg all'agenzia di stampa Adnkronos. "Spero che l'Italia non vada avanti con questa politica", ha aggiunto.
Per il ministro degli Esteri Franco Frattini la presa di posizione di Hammarberg "era prevedibile". "Ma noi - ha aggiunto il titolare della Farnesina - siamo vincolati da una decisione dell'Unione europea". Frattini ha invitato l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ad aprire un ufficio "ad hoc" in Libia.