Regionali, Berlusconi: ''No al confronto con Bersani''
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Regionali, Berlusconi: ''No al confronto con Bersani''

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  • 21 marzo 2010 - 14.39 (Ultima Modifica: 21 marzo 2010)

ROMA - No al confronto pubblico con il leader del Pd, Pier Luigi Bersani. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non ritenendolo opportuno "in questo momento" perché "le dichiarazioni quotidiane di Bersani nei miei confronti ci hanno fatto perdere la fiducia che si possa arrivare a un interscambio produttivo basato sulla realtà". Il Cavaliere ha poi affermato di non esser dispiaciuto dal fatto che Bersani lo abbia definito "un capopopolo".

 

Intervenendo da Bologna, per sostenere la candidatura alla regione di Anna Maria Bernini, Berlusconi ha parlato del Popolo della libertà: "è nato dal basso, dalla gente, i partiti sono stati quasi obbligati ad aderire, abbiamo fatto nascere questa formazione in un anno e abbiamo vinto tutte le elezioni. Le differenze di vedute sono una ricchezza che ci arricchiscono, purché non diventino sterili contrapposizioni: in quel caso sarebbero una malattia".

 

Il Cavaliere è tornato poi ad esprimere la sua preoccupazione per il possibile astensionismo. "È certamente un pericolo - ha evidenziato -, noi insistiamo ad affermare che l'astensione è dare voto alla sinistra. Insistiamo ancora che chi non si riconosce nella sinistra è obbligatorio che voti la Lega o il Pdl". Il premier risponde a un cronista che gli fa notare il calo di affezione alla politica da parte degli italiani, stimato intorno al 12%. "Credo che sia effetto di come la politica viene presentata ai cittadini dalla stampa e dalle televisioni", ha risposto.

 

Tra l'altro "il nostro è l'unico Paese dove su una Tv pubblica si assiste a risse, che qualcuno definisce pollai, che fanno malissimo. Siamo gli unici in Italia che fanno il "pastone" su ogni cosa, anche sulle decisioni del governo" ospitando spezzoni di dichiarazioni dei politici di ogni parte. Berlusconi poi richiama le parole di Benedetto XVI: "Mesi fa ha detto che la politica è il più alto atto di carità; io la interpreto in questo modo, ma mi pare che i cittadini non la pensino così".

 

A chi parla di declino di Berlusconi, il premier ha risposto chiaramente: "Dopo le elezioni avevo il 68% del consenso, adesso sono sceso al 61%, mentre Sarkozy è al 32%, la Merkel al 40% e Obama al 42%: io sono il recordman delle democrazie occidentali, come si può pensare che un leader al 61% sia in declino?".

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